Fox's profileTALES FROM MY LIFEPhotosBlogLists Tools Help

Luca Marchetti

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Meglio un cuore che piange o una mente che si difende? Riesco ad essere entrambe le cose. Mi trovo infatti spesso e volentieri ascindere me stesso in due personalità: Luca, il romantico pensatore. Fox, il cinico calcolatore. Purtroppo le due personalità a volte collidono, creando veri e propri disastri.

TALES FROM MY LIFE

Luca is the Heart. Fox is the Mind. Will they find Equilibrium or Perish in the Struggle?
February 07

Carnival Carnage

Avevo tipo diecimila modi di iniziare il post parlando della solita megafesta di carnevale, e avrei voluto scriverlo ieri sera. Poi ho visto una cosa che ha continuato a ronzarmi in testa fino ad ora. In pratica stavo installando msn sul portatile di mia madre, quando noto la scritta migliore del mondo, sotto alla barra di progresso dell'installazione: "l'installazione potrebbe richiedere diversi minuti. Nel frattempo puoi dedicarti ad altre attività." MA DAI? Porca troia deve dirmelo la Microsoft che posso fare altro mentre aspetto l'installazione di un programma di instant messaging. Manco avessi la faccia di uno di quelli che stavano a guardare la colorazione di ogni cluster dell'hard disk durante un defrag su windows 98.
Euh. In effetti lo facevo, e mi piaceva anche.
Cambiamo discorso. Il carnevale è andato sia magnificamente che tragicamente. Personalmente, ripensandoci ora, direi che proprio non posso lamentarmi.  Anzi,  la serata è cominciata da Dio.  D'altra parte, al Centro Commerciale Il Castello di Ferrara,  non accade tutti  i giorni di vedere due Jedi, uno Stormtrooper e DARTH VADER girare per i negozi della galleria nell'ora di cena. Forse neanche all'ora di pranzo o di prima mattina. Beh si dai, ci siamo capiti. Le foto poi descrivono bene la situazione. Sono riuscito addirittura a spaventare tre bambini che sono corsi dalle rispettive mamme. Anche se una bambina mi ha dato molto filo da torcere.
Io la salutavo, lei mi salutava. Uh. Così non va, doveva scappare. Ero un tizio vestito completamente di nero con un elmo totalmente inespressivo, e lei continuava a salutarmi. Che fare? Ma ovvio. Qualche passo avanti e accensione della lightsaber. Darth Vader 3 - Bambini 0.
Insomma, tutto bene fino all'arrivo alle Grotte. Siamo arrivati nell'ora di punta per l'ingresso, direi. Dopo quaranta minuti di coda, io Al e il Biondo siamo riusciti ad entrare. Con molte ammaccature, e senza altri amici. Selezione all'ingresso? No, molto peggio... una realtà nella quale non mi ero mai trovato: rissa per entrare. Gente che spingeva da dietro con una forza da spartano (e facevano pure gli urli di 300), gente che spingeva da davanti per non prendere cazzotti in faccia dai simpatici buttafuori, gente che urlava, ragazzi calpestati, ragazze che piangevano, una che è svenuta ed è stata portata via in ambulanza. Ma dentro il solito paradiso della figata.
54 (cinquantaquattro) persone mi hanno fatto complimenti e foto per il costume, ed ero ovviamente al settimo cielo. Gente che mi salutava con un "hi master", gente che mi diceva che ero un grande, e pure quelli che mi hanno chiesto dove avevo preso i pezzi del costume, per confrontarlo con il loro. Meraviglioso. Il tutto condito da quella schifezza di cocktail di angelo azzurro o freccia azzurra, dipende da come lo chiamano i baristi, bevanda da insta-barf da quanto è disgustosa, ma che picchia su stomaco e cervello meravigliosamente bene.
Sarà per quello che sul cubo, ballando e brandendo la lightsaber verso l'alto, pur disintegrando un faro da discoteca e ricoprendo di pezzetti di vetro la folla circostante, me ne sono sbattuto alla grande. E visto che la gente mi ha pure visto e non ha battuto ciglio, direi che  di angeli azzurri ne sono volati parecchio quella sera. Specialmente nel corpo della tizia vestita da coniglietta di playboy che mi stava di fianco, che con molta nonchalance, e me ne sono accorto solo dopo un po', si stava passando la lama della lightsaber tra le gambe, per poi sfregarla energicamente con le mani e LECCARLA DALLA BASE ALLA PUNTA. E credo che per questo Roby mi ucciderà, ma non è colpa mia. Anzi, ero pure spaventato.
Come quando quelle due odalische mi hanno rubato la saber e ho dovuto rincorrerle per averla. Certo, non si è mai visto un Sith Lord far inciampare una donna, ma a qualcosa è servito. Tutto magnificamente bene, insomma, fino a quando non ci siamo resi conto che le nostre chiavi di auto e macchina, nonchè documenti assortiti, soldi ed iPhone erano in macchina di uno degli amici che se n'erano andati A CASA. Così, usciti dalla festa, abbiamo dovuto fare un bel viaggio a Ferrara per recuperare tutte le cosine.
Un momento di silenzio per ricordare gli assenti, specialmente Fede e Peo, il primo che ha visto il suo splendido homemade costume di R2-D2 distrutto durante la rissa, e il secondo perchè oltre a non essere entrato, ora ha pure la febbre a 39. Mi siete mancati, porca puttana, ma l'anno prossimo spacchiamo il culo a tutti.

E oggi festeggio un anno e tre mesi con la cara Roby. Sperando che arrivi entro breve tempo il suo Macbook nuovo, ne approfitto per farle gli auguri anche qui, e per ringraziarla come al solito di ogni giorno trascorso con me. Vado a mangiare qualche schifezza. Che la Forza sia con voi.
January 29

Year Two - Peace at Last

Non ho voglia di essere melenso, non ho nemmeno voglia di scrivere papiri (anche perchè fra dieci minuti arriva Nico e mi megarompo i coglioni a dover interrompere un post). Oggi questo spazio tutto blu ha raggiunto il suo secondo anno di vita, e se è così poco aggiornato lo devo tutto ad un'unica persona, che non mi da il tempo di essere triste, che non mi da motivo per sfogarmi di nulla, perchè mi coccola, mi fa morire dal ridere, mi rende sorridente, mi fa rimanere me stesso e mi fa mangiare la verdura.
Devo tutto ad un'unica persona, si.  E non è Darth Vader. Ti amo, Roby :*



January 28

All Kitty and no Girlfriend makes Fox a Crazy Boy

Contrariamente a quanto affermato nel post precedente, con la solita coerenza che mi contraddistingue, unita comunque alla consapevolezza che non c'è marcio che possa intaccarmi (non più, almeno), rieccomi a scrivere sotto agli occhi di tutti, per la prima volta a casa di Roby mentre lei è probabilmente a rincorrere il gatto da qualche parte in casa, tipico di quando la sento parlare con vocina buffa nel corridoio. Spossato dalla serata con la mia ricciolina preferita, eccomi dunque davanti al computer nella posizione più scomoda che la mente umana possa concepire, col pancino pieno di sangria e gli occhi pieni di lacrime pre-nanna.
Credo di non aver nulla da dire per davvero, perchè va tutto bene, specialmente con la ricciolina di cui sopra (che sta provando a convincere il gatto a seguirla - toh, ce l'ha fatta. il passo successivo è di controllare che non si chiuda nell'armadio... ODDIO ora sta avendo desideri di maternità verso il gatto!).
Ma tornando a noi, dicevo che va tutto bene e che tutto l'entusiasmo che mi può  stare in corpo mi proietta direttamente verso il 5 febbraio, giorno dell'ormai storica festa di carnevale, e udite udite... quest'anno ho finalmente coronato il mio sogno di vestirmi da Darth Vader, grazie a tanta manualità, voglia di fare, abilità innate nei campi dell'uso dei materiali e della sartoria eh.... cagate dai, 150 euro e il gioco è fatto, non so fare un cazzo.
 
La situazione ora sta degenerando, il gatto si è ribellato e sta divorando Roby... forse è il caso che vada a salvare capra e cavolo, o meglio gattino e fidanzata. E sono costretto a farlo per forza, visto che Roby parla di continuo al gatto e vuole che guardi le reazioni. Si, ok, meglio che vada. Sapete una cosa? Adoro tutto questo. Credo proprio che andrò a ricoprirla di bacetti. Buona notte, esseri più sfortunati di me. E vi assicuro che siete in tanti.
December 03

Dividi et Impera

Avendo scoperto che il cancro è una malattia incurabile che se non controllata si diffonde a macchia d'olio portando il contagio ben oltre l'origine, ho deciso di privatizzare il blog per non rendere più "troppo pubblici" i miei pensieri, ma anche per evitare ogni contatto con possibili infezioni indesiderate. Ciò che vedete o credete di sapere sul cancro è irrilevante, credetemi. Fatto sta che avendo molto a cuore il mio futuro, anche se per correttezza dovrei dire "nostro", è necessaria una divisione tra noi e il resto del mondo, per quanto riguarda questa realtà virtuale, che solo a nominarla mi fa venire in mente film come Tron o Il Tagliaerbe. Devo avere la mente bloccata a quindici anni fa.

Come anche la cara Roby ha già detto, se vorrete continuare a leggere ciò che ho da scrivere, basterà mandarmi la richiesta automatica tramite il sistema dei live spaces... e non crediate che sarò così crudele e selettivo, anzi. Onestamente, mi dispiace che qualcuno rimarrà fuori, ma purtroppo devo salvaguardare la mia vita, per non rischiare di ricadere in un baratro che più che pericoloso definirei insulso. Ma anche bizzarro. Ci sta bene pure squilibrato. O Psicopatico, mi suggerirono.
Detto fatto, a malincuore, devo dire (non crediate che sia stata una decisione presa a cuor leggero), saluto tutti quanti e ringrazio ancora una volta questo blog per l'avermi fatto conoscere ed aver consolidato la conoscenza di alcuni di voi. Il blog rimarrà ancora aperto per qualche giorno, senza ulteriori interventi. Se vorrete lasciare un saluto, non sarà certo proibito.

Un grazie a tutti. Anche se non sarà mai abbastanza.

"As we strike at you from the shadows, do not think that we lack the courage to stand in the light."


November 26

Saved by the Bell

A quanto pare la gente si sposta in massa su blog personalizzabili, e io rimango confinato nei live spaces. Mi chiedo per un attimo quando farò anche io il grande passo, ma prontamente mi rispondo MAI. Dai, sono troppo pigro e poi sostanzialmente non me ne frega mica un cazzo. Oh vi devo raccontare questa: ieri sera sono andato al concerto dei Subsonica, e nonostante sapessi a malapena chi fossero mi è piaciuto. Niente di epocale, sarò onesto, soprattutto con te Roby che ne hai già visti più di dieci di loro concerti e li consideri dei da venerare, però è stata una bella esperienza. Ammetto con un po' di vergogna che è stato il mio primo concerto, ed ero totalmente impreparato sul come potesse essere, nonostante abbia visto più volte il Live at Wembley dei Queen, ma quello è leggenda.
Seriamente, è stato bello. Coreografia della madonna, centinaia e centinaia di esaltati (avrei detto un migliaio, ma non saprei se tutte quelle manine raggiungevano il migliaio,  non so quantificare), fumino da concerto, ragazza saltellante con amiche saltellanti, volume fortissimo e per finire la  consapevolezza che madonna si dovrebbe scrivere con la m maiuscola ma me ne sbatto le palle. Per ben due volte. Ma sì, ho visto pure un po' di facciotte amiche che non vedevo da tempo, ho accompagnato Roby a una cosa a cui teneva tantissimo, così mi sono anche sentito meglio con me stesso.
Roby. E' sempre meglio ogni giorno che passa. Ultimamente poi la cosa è proprio idilliaca. Stasera non sono riuscito ad andare la ed ora me ne sto pentendo in maniera pesante. Ma con il meganebbione definitivo, è più la fatica che il gusto. Speriamo in domani sera, cheèmmeglio. Ma poi la cosa bella è che mi fa sentire quanto tiene a me in ogni istante. E' una cosa favolosa, e spero tanto di poterle dare sempre di più. Mai stato bravo a farlo capire alle persone, per quanto ce la mettessi tutta (e per quanto altre volte mi dimostrassi un fottutissimo cazzone del cazzo), ma spero che questa sia la prima volta.

Tra le varie novità, c'è che ho scoperto con mio sommo stupore che preferisco l'inverno all'estate. Molto strano, effettivamente, per uno che detesta la neve. Però il freddo non mi fa più lamentare come un tempo, e ho anche scoperto che basta coprirsi la pancia o tenere chiuso il cappotto per non morire di ipotermia misto dissenteria.. è fantastico. Ma la cosa che mi fa morire dell'inverno è che non so per quale motivo, la sera se esco in giardino, completamente al buio, con l'aria fredda che ti pizzica le orecchie, sento da lontano musichette pseudonatalize dei campanili sparsi nei vari paeselli qui attorno. E' una cosa semplice, ma è bella. Mi siedo per terra, così, nel buio, e ascolto ad occhi chiusi sorridendo per qualche minuto. E mi viene da piangere. Una volta piangevo spesso, ora non più. Roby mi mette molta allegria, insieme moriamo letteralmente dal ridere, è una comica continua, mai visto nessuno senza il pistolino in grado di farmi ridere così tanto. Però quando si è soli, magari ascoltando musiche lontane o certe canzoni tristi sparate nelle orecchie via Iphone mentre si vaga per Bologna a piedi, è bello guardarsi intorno, con espressione triste o sorridente, con gli occhi un po' chiusi perchè le lacrime fanno male. La musica mi commuove, sia essa sinfonica, profonda o semplicemente stupida. Mi commuove ascoltarla da solo, con le mani in tasca, guardandomi lentamente attorno e sentendo i miei passi. E' nato tutto sentendo la campana della chiesa la prima volta, tre settimane fa.

Mi commuove e non so perchè.
Mi fa sentire triste e non so perchè.
Ma mi ricordo che mi piace anche essere triste.
Quindi va tutto bene.

Buonanotte a tutti, dunque
E Buongiorno a te, tesoro mio, che ti sveglierai e leggerai queste parole.
E già che ci sono, riscrivo madonna con la lettera minuscola.


November 14

Station-of-the-Art

Ogni volta che torno da Londra mi viene il nervoso. Forse è la semplice invidia per ciò che non si ha, per ciò che non si può vivere, però c'è una cosa stupidissima che mi fa crepare dall'invidia. Complice probabilmente la mia adorazione di default per la lingua inglese, passeggiando per Bologna e guardando le destinazioni scritte sui nomi degli autobus, mi viene da pensare: machemmerda.
Si dai, è innegabile (almeno per me): i nomi delle destinazioni, e quindi dei luoghi, della capitale inglese sono incommensurabilmente più fighi dei nostri. Perchè qui vediamo "Fiera", "Piazza Maggiore", "Via Ugo Bassi". E la ci sono nomi più stramegabelli, tipo Acton Green, Mayfair, Maida Vale o Seven Sisters Station.

Seven Sisters Station. Cristo, ma non è una figata? Tre parole con un bel suono che iniziano tutte con la S. E manco so cosa ci sia, a Seven Sisters Station. Magari dopo passo su wikipedia per farmi un'idea, anche se non mi aspetto grandi cose. Come minimo è una cagata.
E così, mentre sogno una casetta a Maida Vale (sai, io abito a Maida Vale, sono un figo eh - cazzo c'è a Maida Vale? Niente, ma E' Maida Vale), penso che forse è vero che l'erba del vicino è sempre più verde. Poi vedo l'icona di messenger rimbalzare sul dock, e un singolo emoticon di Roby mi ricorda di quanto sono fortunato. Tenetevi pure Maida Vale, stronzi.

Per ora è_é
November 10

One Done

Un anno. Cosa si può dire? Sono felice, tranquillo, sereno. E non mi basta, perchè voglio continuare ad esserlo. Mentre scrivo ascolto una canzone che ho  scoperto - o diciamo riscoperto, Mmm mmm mmm mmm dei Crash Test Dummies, quindi sono piuttosto rilassato, come ogni volta in cui trovo qualcosa che mi piace da ascoltare.
Ed è ancora più piacevole quindi parlare di quella che abbiamo definito La Serata Perfetta, manco a farlo apposta. Per molteplici motivi: l'aria dell'anniversario, l'aragosta particolarmente buona - mi fido di te, Roby, detesto la cipolla e credo che prima o poi inventerò una macchina per estinguerli dalla faccia della terra, come quella che vorrebbe usare Stewie Griffin per eliminare i broccoli. Poi un barista che, miracolosamente, è stato gradevole e non ha rotto i coglioni, che ci ha fatto andare a casa completamente ubriachi, tanto da cantare a squarciagola in un improbabile duetto mentre andavamo a velocità folli in austostrada. Esperienza indimenticabile. E adesso eccomi qui, seduto al computer, ascoltando questa canzone, aspettando domani. Cosa succede domani? La fine del mondo. Ti ho promesso di mangiare la verdura, e domani mangio la megacazzodiverdura, anche perchè sei stata brava a presentarmi la cosa, e io particolarmente bravo a cascarci, nel tranello dei crostini. Renditi conto, roba che mia madre non ci è riuscita in 25 anni, tu ci riesci in un anno.
Una continua sorpresa. Un continuo sorriso. Un eterno amore.
Ti amo.

October 17

Daylight Delight

Aggiornamento a sopresa dopo mesi di silenzio, dopo la lunga estate, dopo le vacanze con lei in terra pugliese, dopo aver conosciuto il suo mondo e i suoi adorabili amici, dopo tante, tante cose. Ma la giornata di ieri me la voglio ricordare ancora meglio, perchè è stata una di quelle rare giornate in cui il fato ci ha concesso di vederci in pieno giorno, per trascorrere insieme una giornata meravigliosa. Beh, si. Abbiamo riso come dei matti, come al solito... ma questa volta anche di più. Una delle cose che adoro di Roby è che con lei si ride sempre, pure andando a fare la visita dell'infortunistica per l'incidente di maggio, pure andando all'ikea e al mediaworld, specialmente se queste cose includono spuntini assurdi di roba galleggiante in olio fritto ed altre amenità.
Ma come si può dimenticare la torta di mele?
Non si può, ecco perchè poi ne abbiamo comprata una scatola intera. Quanto fa ridere esaltarsi insieme davanti a un hot dog miserabile, catturare le commesse che non hanno voglia di lavorare per constringerle con la forza a darci informazioni e cercare di distrarre i commessi di foot locker per poter fuggire dalle loro grinfie da giovini venditori. Siamo ancora vivi, anche se ieri sera alle 9 ero già a dormire mentre lei si guardava quel turpiloquio di 3 ore che corrisponde al nome di "una mamma per amica". E se durante il mio sonno io riuscivo ancora a pensare "cazzo, devo aver esagerato con le schifezze oggi", lei rimuginava se proseguire con pizza o cibo cinese da asporto. Dubbi così amletici da svegliarmi (complici i deliri del cazzo di Lorelai e figliuooooola - dico io, come minchia si fa a perdere mezza puntata a parlare di panini? Beh, in quel telefilm ci si riesce) e convincermi a picchiarla forte. Così vengo picchiato pure io, e ci mettiamo a ridere. Così a me viene l'asma. Sono fenomenale, cazzo.

Potrei semplicemente dire "sono felice", ed è vero. Ma preferisco dire qualcosa che raramente ho detto così di cuore: con Roby mi diverto da morire.


July 02

Second Writing

Deve essere la poltrona nuova che mi stimola a riprendere in mano il blog dopo più di due mesi d'assenza, rendendo la cosa sospetta agli occhi di chi non mi conosce direttamente ma si limita a leggere queste righe, poichè sembra quasi ricalcare la periodicità dello scorso anno. Ma è sbagliato.
Siamo qui, al secondo giorno di questo caldo (?) luglio, in una situazione ben diversa dall'anno scorso... il giorno in cui mi cadde tutto addosso, in cui ricevetti una botta - facciamo due - mica da ridere, ma mi sono rialzato, come direbbero i Chumbawamba, però in inglese.
E sono alle porte del mio ottavo mese con Roby, che cadrà questo sabato (il giorno, non Roby, che poi si fa male e non mi sembra il caso) ed intendiamo festeggiare con una megacenadefinitiva fuori a base di pesce al quale seguira la meganannadefinitiva e la domenica, ovviamente, il megapranzodefinitivo che sarà ancora più megadefinitivo del solito, perchè quando mia madre sa che viene "la sua Roby" prepara almeno il doppio della roba, mette al fresco il vino speciale, apparecchia con posate, tovaglie e tovaglioli di cui mai avrei sospettato l'esistenza in casa mia e altri cazzi vari.

Mi sono rialzato, a fatica e dopo mesi, ma mi sono rialzato. Tuttavia, pare che la vita avesse in serbo, e probabilmente anche in croato, altre sorprese. Perchè in questi otto mesi ho avuto il "piacere" di rivivere i momenti delicati, o shockanti, o brutti, non saprei definirli, della mia vita personale. Quasi come per mettermi alla prova, per vedere come avrei agito e reagito questa volta.

Un esempio? La notte del mio compleanno tre ragazzini ci tagliano la strada ignorando completamente una precedenza, facendoci finire quasi dentro a un canale di scolo, nell'unico punto in cui c'erano 3 metri d'acqua e lo scalino di cemento. Ma grazie alla divina provvidenza, una ringhiera ci ha salvato da un tuffo imprevisto. Perchè alla fine, cazzo, ci è bastato l'urto imprevisto. Doloranti e spaventati però siamo ancora qui. E mentre gli amici, ridendo, mi consigliano di dare l'otto per mille alla Bonifica Renana per l'installazione di quella ringhiera che ci ha salvato da qualcosa di peggiore, ripenso ogni giorno a quel momento e mi ripeto, sorridendo "Allora le cose possono cambiare. Allora con lei posso andare avanti. Allora va tutto bene".

Beh, ci sarebbe il fatto che è da cinque settimane che aspetto una macchina nuova che la Volkswagen ha proprio deciso di non volermi dare, e che stranamente non riesco a chiudere occhio da due giorni, con una tensione e un nervosismo che ha dell'incredibile. Non so, sono indeciso e confuso sulla causa di tutto questo. Il mio letto, talmente morbido che molti lo reputano sfondato (lo saranno le vostre mamme, stronzi, è solo soffice), è sempre stato il miglior giaciglio in assoluto per le botte di stanchezza, tanto che a volte, se mi capita di dormire lontano per un po', sdraiandomi mi parte quasi involontariamente un sorriso a venticinquemila denti e una lacrimuccia di commozione.

Non so se la mia tensione deriva dal periodo, dal peso dei ricordi di una situazione che mi ha fatto star male, che non mi ha fatto dormire per settimane, che mi faceva quasi urlare ripensando al rumore di quell'urto tremendo e a quei pini marittimi che non volevano stare fermi. Mesi fa avrei dedicato ogni mio respiro a questi dubbi, nutrendo il mio animo con il dolore per sentirmi vivo nel più sbagliato dei modi. Oggi, sorridendo dopo un sano rincoglionimento post-sonno e la solita ora giornaliera di massaggi post-incidente dalla fisioterapista, preferisco pensare che se non dormo bene nel mio letto è perchè mi sono abituato a quello di Roby.

Insomma grazie, grazie Roby, perchè come ti ho già detto mille volte, mi stai facendo vedere il lato felice dell'amore. E chi se ne frega di tutto il resto. Tempo fa avrei detto che siamo al penultimo passaggio: due persone si conoscono, iniziano un rapporto, entrano in intimità, si innamorano e, inevitabilmente si lasciano. Perchè i ragazzi fanno così, no? Beh, ci sono anche sporadici casi che prevedono il matrimonio, ma sono puttanate e durano come la batteria della PSP. E stavolta posso dirlo per esperienza, perchè mi sono pure messo a comprare console della Sony. Cazzo, sono la persona più volubile del mondo.

Tornando alla questione delle cose che finiscono, beh... io non so cosa succederà, ma so che posso muovermi, anzi, possiamo muoverci, perchè ora lo facciamo INSIEME, nella stessa direzione, per creare un futuro nostro, se lo desideriamo. Inutile pensare al futuro se non sappiamo agire nel presente, e il mio presente ora è splendido, con l'unica preoccupazione concreta che consiste nel trovare una perfetta postura delle mani mentre cammino. Non sto scherzando, se mi osservate in questi giorni noterete che mentre cammino giro le mani, distanzio le dita, stringo i pugni, ruoto i polsi, scrocchio le nocche. Santo cielo, devo assolutamente venire fuori da questa situazione.

E poi è il momento di godersi l'estate. Voglio andare in Puglia, voglio andare a Torino, a Londra no perchè ci sono appena stato (e sono contento che Roby l'altra sera abbia usato la borsina nera di Harrods che le ho regalato, ci ho messo tipo 3 ore a sceglierla. Per i panini corti invece non avevo alcun dubbio), voglio divertirmi come un matto e tornare al mare, visto che esattamente un anno che non ci metto piede per lo spavento. E perchè non avevo una cazzo di macchina, come quest'anno. Che palle.

E questo è quanto, ragazzuoli. Ricordiamoci del passato ma non viviamo per esso, perchè è passato. Attendiamo il futuro ma plasmiamo il presente come possiamo e vogliamo. Alla fine ce l'ho fatta. E non ho nemmeno voglia di vendette assurde, di stare a rimuginare cattiverie su chi effettivamente se le meriterebbe. L'obbiettivo è essere felici, e credo di averlo già raggiunto da un po', grazie a me stesso, grazie all'angioletto ricciolino che mi sta sgridando in MSN per un'uscita infelice dell'altro giorno. Ma giuuuro che non si ripeterà. Se sono felice io, voglio che lo sia anche tu. Il resto non conta.

Ovviamente, se trovo in giro un bel tastino rosso con scritto "decapita lammerda" lo premo subito.
Chissà che da qualche parte del mondo non succeda qualcosa che possa riempire le pagine della cronaca nera del giorno dopo. Sarebbe la prima volta che compro un giornale ridendo. Ah no, c'era il numero uno de "La Padania". Che tempi...
May 07

Now Entering the Sixth Month Gate

Rieccoci con quello che ormai è diventato un appuntamento mensile, e per ben altri motivi. Se prima infatti scrivevo giorno dopo giorno o quasi per sfogarmi delle cose che non andavano, ora scrivo una volta al mese per annotare sullo spazietto messo a disposizione da zio Bill le mie memorie, perchè non vadano perse. 7 Maggio, dunque... siamo ufficialmente entrati nel sesto mese del nostro rapporto, cara la mia Roby. Si, effettivamente, abbiamo superato il panettone e l'uovo di Pasqua, senza tralasciare la calza a forma di maialino con tanto di canzoncine assordanti, ma ancora non ho capito se è passato un mare di tempo oppure da quel giorno al Ristoro delle Fate sono passati solo due minuti. Roba indubbiamente poco interessante, alla fine. Fatto sta che siamo qui, ragazza mia, e per quanto mi riguarda intendo rimanerci ancora per un bel po', nonostante tu mi faccia scaricare mobili pesantissimi sotto la pioggia, nonostante tu abbia una naturale inclinazione ad arrabbiarti per ogni errore che faccio - e si, sono tanterrimi -, nonostante se giochiamo a picchiarci appena alzo una mano per reagire alle botte fai finta di piangere e ti giri dall'altra parte, nonostante mi dai i calci e mi svegli la notte perchè Grey's Anatomy ti ha fatto star male.

Ma ci sono motivi ben più importanti per farmi restare. L'attenzione che mi dai ad ogni sguardo, ad ogni risata - e si, anche quelle sono tanterrime -, le continue sorprese che mi fai, l'affetto che mi dimostri in ogni istante, lo sguardo triste di quando capiamo i nostri errori e vogliamo fare la pace, ma anche il tuo svegliarti di notte e dire cose assurde nel sonno, come le ormai celebri "ruotine di un posto al sole!!", e lo star male dalle risate quando diciamo cattiverie, schifezze, o sentiamo Minù che miagola appena vede qualcosa muoversi la mattina presto. Non cambierei nemmeno uno di questi momenti. E conto di viverne almeno altri millemila milioni. Sei mesi? Una bazzecola. Lasciati prendere la mano, e andiamo insieme verso il futuro.
April 19

Welcome Change

Dove eravamo rimasti? Ah già, dovevamo partire per Londra. Cavolo, direi che è passato un po' di tempo, è praticamente un mese e mezzo che non aggiorno il blog. E comunque si, a Londra ci siamo stati ed è stato fantastico. Ma fantastico davvero, niente mezzi termini... Roby si è rivelata un'ottima compagna di viaggio, anche se non capisce quando mi sento male sul letto e dalla bocca mi escono solo lamenti di agonia totale, ci siamo divertiti un sacco, tra Lupi a 4 ruote, panini corti di Starbucks, camminate interminabili, e autobus che sembrano non volerti proprio portare al Tower Bridge. Ma com'è già successo a novembre, non racconterò nulla del viaggio, perchè certe esperienze vanno solo vissute, non raccontate.
Ed arriviamo quindi ad oggi. Passata anche Pasqua, passate anche certe ricorrenze non da poco, passato tutto. E' arrivato il caldo allucinante, ci stiamo avvicinando al periodo delle fragole... migliaia di lavori da fare ed un forte odore di fieno. Cielo limpido, un po' di venticello. Una primavera regolare, che mi ha visto nei panni di insolito imbianchino intento a tinteggiare ogni parete o finestra di casa mia e della nonna. La cosa peggiore è che alla fine ho pure cominciato a trovarlo divertente, e ciò mi spaventa. Dicono che anche Hitler abbia iniziato così.
I giorni stanno scorrendo tranquilli, per quanto le cose da fare siano tante, ma noto che, soprattutto negli ultimi tempi, il mio rapporto con Roby sta migliorando sempre di più, a tal punto da risvegliare in me le mie solite paure infondate. Beh, non troppo infondate, visto il background, ma questo è un altro discorso.
Si, insomma: se domani mattina mi svegliassi e lei non ci fosse più? Chiarisco subito, non ho voglia di fare vittimismo gratuito: probabilmente in vita mia sono più le volte in cui IO STESSO ho abbandonato, ma ora come ora sento che non posso permettermi di perdere tutto questo. I giorni proseguono tranquilli, si affrontano piccoli problemi quotidiani con serenità, senza minare le basi del rapporto, si fanno progetti, si fanno programmi, si commentano sogni. Sono felice e sereno, e voglio continuare ad esserlo, ad ogni costo. E' tutto strano, per me... è qualcosa di nuovo, diciamo. Ma più passa il tempo, più nella mia mente mi ripeto "welcome change".
E ora fila a letto, Roby, che è tardi!

March 02

Friend-Sheep, Scape-Goat or What?

E' una fortuna essere di natura iraconda, perchè in questo modo si può facilmente indirizzare il proprio nervosismo, sgomento e delusione verso una miriade di altre cose, invece che scaricarle contro la causa scatenante. Prendiamo per esempio quel gruppo di immigrati deficienti che stasera giocavano, mezzi ubriachi, a tirarsi fottutissime bottiglie di birra addosso facendole schiantare sulle colonne di via Zamboni, mentre la gente passava. E ovviamente non bisogna essere razzisti, no no.
Prendiamo per esempio il tizio che mi ha fatto retromarcia sullo sportello della macchina tipo tre mesi fa, scendendo da un'aiuola in Piazza di Porta Mascarella, giustificandosi dicendo "non è colpa mia, ho una macchina enorme e io sono piccolino", dandomi un nome falso e dicendo che era di Modena non so per quale motivo, mentre invece abita a pochi metri dalla casa di Roby. Rido del fatto che mentre quella sera cercò di depistarmi e confondermi con ogni mezzo, di nascosto presi la targa e ora la sua assicurazione pagherà ogni danno. Inutile dire che spero che la sua famiglia bruci lentamente tra le fiamme dell'inferno, e che le lacrime dei suoi familiari vengano convogliate in un imbuto che eviterà di far morire di sete un eventuale loro figlio piccolo da me segregato, che dovrà vivere pensando "mi sono dissetato con il dolore dei miei familiari".
Prendiamo per esempio il tizio che  l'altro giorno ha asfaltato un gatto spruzzandomene le interiora sul cofano e sul parabrezza della macchina. Ma dico, non potevi andare fuori strada e infossarti da qualche parte, pezzo di cretino?

Bene dai, mi sono sfogato su perfetti sconosciuti, non è andata male. Ora sono abbastanza calmo per affrontare la situazione con dignità, quella stessa dignità che qualche avanzo di seduta psichiatrica fallita spacciava per persa, e invece toh, eccola qui, viva e vegeta.
Dunque, dicevo, rivalutando in pieno il panorama caprino eccomi pronto a scrivere, chiedendo prima di tutto scusa al mio angioletto che è sempre costretta ad ascoltare le mie uncountables pugnette mentali. Grazie per la bella serata, mi ci voleva assolutamente. It's about time to write.
February 27

Trail of the Madman

Mi sono svegliato in lacrime. Mi sembrava troppo bello, così sono stato punito. Litigi dopo litigi, incomprensioni a non finire, vecchi problemi irrisolti, urli e pianti disperati. Propositi e sogni infranti, un viaggio a Londra da dimenticare, speranze di un futuro insieme che si sciolgono come neve al sole.
Non poteva essere che un sogno, perchè la mia realtà è completamente diversa. Roby, a volte ti dimostri l'opposto di me... in passato avrei detto che sarebbe stato impossibile tutto questo e invece guardarci. Chat fatte di cuoricini e smiles al limite del melenso, abbracci notturni conditi da mugugni simpatici, e risate a non finire. Perchè "sei una beeeella persona", perchè "esistono persone meno fortunate", perchè "sei la mia bimba", perchè la saliva generata da un rotolo di liquirizia è incontrollabile, perchè ti offendi di continuo e non capisco nemmeno una volta che stai scherzando, perchè ogni volta che provo a spiegarti come si fa una determinata cosa con il computer preferiresti buttarti da una rupe piuttosto che provare a farlo, perchè ogni volta che incontri il gatto per la casa ti fermi a salutarlo e ci fai una chiacchierata.
Hai una forza d'animo incredibile, e mi stai contagiando di ottimismo, vedo tutto sotto ad una luce diversa, finalmente. C'è speranza, c'è la possibilità di sognare, c'è un riscontro ogni giorno della nostra felicità. Per troppo tempo ho vissuto con persone che, purtroppo, come me, si innervosiscono o deprimono troppo facilmente, cercando il marcio ad ogni costo. Ed unendo due caratteri del genere, il risultato tende con il tempo a risultare catastrofico, senza via di scampo.
Ed eccoti qui, al mio fianco, per capovolgere la situazione. Quando ti penso sorrido in continuazione, pensando a quanto abbiamo riso la sera prima, a quanto ci siamo presi in giro, a come si sta bene sotto al piumone, a com'è bello svegliarsi ed essersi reso conto che per la prima volta riesco a dormire bene con qualcuno.
Ancora, per favore.

February 20

Archangel of Love

Settimana interessante, quella appena conclusa. San Valentino, certo, che è trascorso tranquillamente in maniera "non convenzionale"... nessuna cena romantica, semplicemente shopping tecnologico stile fotocamera digitale e hard disk esterno. Ci sarebbe stato tempo sabato. Ma prima, un po' di sudore freddo: senza bisogno di descrivere a fondo, venerdi io e Roby ci siamo trovati in una situazione di tensione, risolta fortunatamente - ed inaspettatamente - il giorno dopo. La nostra prima discussione seria? Wow! Sperando che non ve ne siano altre, anche se siamo pronti ad affrontare qualsiasi problema, è arrivato sabato sera con il nostro viaggetto a Santarcangelo di Romagna. O Sant'Arcangelo? La segnaletica stradale dovrebbe decidersi su come chiamare quel posto, indubbiamente.
Ma cavolo, eccoci qui. E per quanto desiderassi tanto portarla la, non mi aspettavo che tutto sarebbe stato così idilliaco. Cena perfetta, romantica, gustosa. E l'ambiente era, come al solito, perfetto. Un ristorante nei sotteranei di una villa, con tanto di stufe decorate a mosaico da artisti, e le grotte con sorgente sotterranea. E poi, in giro per il paese, su e giù per viottoli scoscesi con poca luce, tanti angoli bui, casette stupende e visuali mozzafiato. E panchine che arrivano sempre nei momenti più opportuni. Toh, una panchina! Qualche foto, tanti abbracci, freddo e caldo che si mescolano, ed è ora di tornare a casa. Grazie per avermi tenuto sveglio in autostrada, senza di te non ce l'avrei mai fatta : P

E cavolo, tutto questo per dire cosa? Che il mio blog cambia ufficialmente funzione, FINALMENTE. Non più valvola di sfogo, ma raccolta di memorie. Di memorie che non vogliono vadano perdute, perchè va tutto così disgustosamente bene che voglio essere sicuro di ricordamelo in eterno. Basta cagate sulla tristezza. Ho troppa voglia di godermi il momento, di fare telefonate melense, di avere male alla pancia, di decidere nomi improbabili per gattini obesi, di tentare di cavarti un occhio con armi non convenzionali, e di guardarti negli stessi occhi tenendoti per mano e dirti che ti amo.

E ora, via alla coop. Devo tingermi i capelli di grigio e una bomboletta non mi basta.

February 12

Thousand Sunny

Settimana significativa, direi. Dopo oltre un anno, le mie disavventure ospedaliere di ogni genere si concludono definitivamente. Mia madre ha finito le cure, dopo mesi di visite e chemioterapia e 35 sedute consecutive di radioterapia, ringrazio l'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara, il dottor Durante e tutto il suo staff per aver rimesso in piedi chi mi ha messo al mondo. Un calvario iniziato il 4 luglio, ma forse anche il giorno prima, che per mesi mi ha tenuto impegnato e preoccupato ogni giorno. Santo cielo, ancora non ci credo. Ancora non ci crediamo.

Poi si è risolto anche il resto, anche se c'è ancora un po' da lavorarci su, voglio dire... non sono cose che si sistemano in due minuti ma ho scoperto che la mia ragazza è una persona forte. Dannatamente forte. No, hai ragione, non granitica, non ti lascio sola solo perchè ti reputo fortissima, anzi.. credo di averti dato prova di affetto e dedizione in questi giorni, e anche di quanto il mio sistema immunitario sia una schifezza. E questo mi fa pensare a quanto vittimismo ho sopportato nei miei anni bui, mamma mia. Solo a pensarci mi viene il voltastomaco. Ma è tutto passato.

E insomma eccomi qui. D'ora in poi è tutta in discesa, sembrerebbe. Sono riuscito a trovare anche il tempo per mettere in chiaro molte cose con me stesso, molti unfinished businesses se così vogliamo chiamarli, e sono completamente sereno per la prima volta dopo anni. Anche perchè oggi la mia infusione domenicale di House M.D. mi ha sedato le ultime rimanenze, e un dialogo aperto con Roby ha fatto il resto. Insomma, basta. Basta voler ad ogni costo voler vedere galleggiare un qualcosa che è sprofondato. Ci ho già sofferto abbastanza, e credo sia ora, a venticinque anni, di ridere, di stare sereni. E diamine, ne ho l'opportunità.

In definitiva, voglio godermi il presente, e per la prima volta sognare sul futuro senza che qualcuno mi prenda per i piedi facendomi tornare indietro. Perchè mi è stato dimostrato che si può essere forti in ogni circostanza. Che si può essere stabili in ogni circostanza. Che si può amare in ogni circostanza. E per questo io VOGLIO andare avanti con te, ad ogni costo, perchè quando la mattina apro gli occhi sorrido immaginandoti addormentata nel tuo lettino, oppure non ho nemmeno bisogno di farlo perchè, come sempre, ti aggrappi a me appena ti addormenti rimanendo così per tutta la notte. E' tutto così morbido, ovattato, tranquillo... una situazione che fino a poco tempo fa avrei definito banale e vomitevole, e che ora ringrazio in ginocchio per essersi avverata. Che io sia diventato grande?

Non voglio nemmeno farmi troppe domande, so solo che sono felice, che SIAMO felici, e tanto mi basta. Dopo mesi di incomprensioni, di briciole, di atteggiamenti che ho rinunciato a capire sono per la prima volta davanti a qualcosa di concreto. Ho voglia di fare tantissime cose. Sono dannatamente pieno di energia e di iniziative. Voglio portarti a Sant'Arcangelo e girare tutte le mura di notte, dammi tempo due settimane e saremo già la. Voglio portarti a Londra perchè tu possa vederla con i miei occhi, dammi tempo venti giorni e saremo già la. E' bello fare programmi, fantasticare sul futuro, quando sai che chi sta al tuo fianco non vuole abbandonarti, e ti abbraccia dopo averti guardato negli occhi anche solo per un istante.

Non ho più nessun rimpianto. Non devo nulla a nessuno. Ho fatto tutto il possibile, anche ciò che non era richiesto. Ho mangiato le briciole spacciandole per lauti pasti. Ho tenuto fede alla mia parola, non ho abbandonato nessuno. Non ho debiti ne pendenze, e non ne ho mai avute, devo mettermelo in testa. Ora basta. E' tempo di vivere, di respirare a pieni polmoni. Mille giorni sereni.

"Ce l'hai ora il coraggio di fare ciò che va fatto?"
"Io non ti ucciderò. Ma non sono tenuto a salvarti"


Mi mancavano le citazioni in giallo.
E ora, avanti tutta.


February 05

Love me if you dare

Ancora non riesco ad usare correttamente il Mac, ho decisamente qualche problema, e tutt'ora non so se ciò che sto scrivendo avrà lo stesso font del resto del blog. Lo spero, altrimenti il cristianesimo riceverà un brutto colpo, nelle prossime ore. Blasfemie a parte, credo sia doveroso fare il punto della situazione, soprattutto dopo una domenica che, inaspettatamente, mi ha fatto sentire meglio, senza motivo apparente, di quanto potessi anche solo lontanamente immaginare. O meglio, sperare.
Definiamo me stesso, i miei innumerevoli difetti: ho un ego smisurato, una superbia sfrenata quando sono sicuro di ciò che dico, anche umiliante per il prossimo. Adoro sfoggiare le mie conoscenze, sia in ambiente reale che virtuale. Sono presuntuoso ed irascibile, e nutro eterno rancore celato da un sorriso esternamente radioso ma che fa fuoriuscire sangue dalle gengive, che prontamento deglutisco. Mi ricordo di ogni torto subito, mi ricordo di ogni ingiustizia, di ogni piccola stronzata non andata a genio e serbo rancore fino alla fine dei miei giorni. Sono geloso, geloso marcio delle persone che non sono più al mio fianco. Detesto l'idea che possano guardare altre persone con gli occhi con cui hanno guardato me, che possano usare le stesse parole, fare le stesse cose. Trovo estremamente miserabili e povere, e trovo difetti effettivamente indifendibili ed umilianti a coloro che hanno preso il mio posto a fianco delle persone a cui ho tenuto tanto. Detesto l'idea di non avere controllo sulle situazioni e sulle persone a cui voglio bene. Devo sentire la mia influenza nelle altre persone, per sentire che in qualche modo sono assimilate a me. Alle volte fuggo senza lasciare traccia, mento spudoratamente per avere una soluzione apparentemente facile di un problema spinoso, ignororo cosa mi si dice con uno sbuffo di superiorità.
Sono cinico, crudele. Le notizie tragiche al telegiornale mi fanno ridere. I genocidi vengono convertiti a barzellette, nella mia testa. Probabilmente non mi importa nulla del prossimo, se non rientra nella mia cerchia di conoscenti. Compro ogni genere di cagata in ambito videoludico per avere una collezione alla quale probabilmente non giocherò mai. Nei momenti di depressione, che nel 2006 non sono stati pochi, ho comprato qualcosa come 200 videogiochi originali che spolvero e riordino e fotografo maniacalmente. Se potessi o ne avessi la forza picchierei tutti coloro che mi stanno sui coglioni. Se fosse legale ucciderli, lo farei senza pensarci due volte, nella maniera più lenta e dolorosa possibile, sorridendo. Se fossero avvelenati, farei il giocoliere davanti a loro con l'antidoto, li illuderei per poi scolarlo nel gabinetto più vicino. Non conosco la morale, ho pure rubacchiato oggetti di poco conto in passato, rido di qualsiasi tragedia. Basta che sfami la mia tristezza.

Ecco, mi sono tolto la maschera.
Ma molte cose le sapevi già. Ma volevo ripeterle, volevo che tu leggessi tutto perchè...
Perchè quando giriamo insieme per Bologna e mi giro mi accorgo che mi guardi sorridendo.
Perchè quando sono steso sul letto a chattare con qualcuno con il portatile su sei al mio fianco a coccolarmi o a sbucciarmi e imboccarmi con i mandarini (o clementine, se preferisci, pignola!) visto che altrimenti con il mio nervoso li farei esplodere
.
Perchè quando mi sveglio la mattina ti trovo abbracciata a me che mugugni qualcosa di incomprensibile, e ti aggrappi alle mie gambe.
Perchè ci metti sei ore a darmi la buonanotte, perchè hai sempre qualcosa da dire.
Perchè se dobbiamo guardare un film insieme, vai sempre a fare la spesa per ingozzarmi di tarallini e cioccolate. Addirittura mi hai comprato la calza per l'Epifania, anche se metà della roba l'hai mangiata te perchè sei golosissima, e mi fai morire dal ridere.
Perchè sai cucinare ogni genere di cosa, e lo fai con tanta dedizione e passione.
Perchè ti guardo sorridendo quando indovini cosa succederà in ogni puntata di House, sapendo in anticipo che le cure non funzioneranno fino alla fine della puntata, spiegandomene il motivo.
Perchè mi salti addosso quando arrivo con un entusiasmo che ha dell'incredibile.
Perchè a Natale, in piena notte, dopo aver ricevuto il tuo regalo mi hai mandato un messaggio dicendo di preparare le valigie, che si sarebbe andati a Londra, con una gioia nelle parole che a leggerle mi sembrava di parlare con me stesso.
Perchè mi hai salvato da una condizione tremenda, in cui credevo che amore e lacrime dovessero essere un binomio indissolubile.

Probabilmente me ne sono reso conto in ritardo, ma cavolo... sono felice. Disgustosamente felice, per i miei gusti... Ho passato un anno a lamentarmi, felice di farlo, felice di piangere, felice di non mangiare, di avere pensieri che mi martellano il cervello. E se ci penso ora, lo definirei solamente autolesionismo, misero autolesionismo. Ora, eccoci qui. Messo a nudo di ogni mio difetto, perchè voglio che tu sappia tutto di me. Ho fatto schifo, ma posso ancora rimediare.
Lo voglio. Per noi.
Eternity To Go.

January 31

People I Know

Temevo quasi di non farcela. Una serata tranquilla mangiando schifezze a cui segue un rapporto sessuale calmerebbe anche una mandria di elefanti, se potessero entrare ordinatamente una camera da letto, il problema è che non dovevo calmarmi, visto che la lieve tensione di questi giorni e la discussione con la nonna riguardante lo scontro generazionale mi avevano finalmente conferito il potere di scrivere. Grazie al cielo il ritorno da Bologna con nebbia a visibilità zero e un Land Cruiser con retronebbia accesi che procede a passo d'uomo mi ha fatto tornare il nervoso. Deve essere la pena del contrappasso, comunque, perchè quando il Land Cruiser è sotto al mio culo lo uso per schiacciare alberelli piantati di fresco nei giardini comunali. Oggi voglio inaugurare il secondo anno di vita del blog parlando per la prima volta di qualcun'altro. Della gente che mi circonda, ma non tutta, solo alcuni. Perchè si, Giglio, hai ragione, è doveroso farlo, visto che la tua pseudotrappola non ha sortito gli effetti sperati, forse c'è bisogno di un attacco più diretto, ma allo stesso tempo discreto. Perciò ragazzo mio inchioda il tuo peloso e bianco fondoschiena alla sedia più vicina e goditi lo spettacolo, questo intervento lo dedico esclusivamente a te. Sostanzialmente, il problema è uno: il mio rapporto con le persone. Lungi da me essere perfetto, e questo lo sappiamo tutti, così come tutti sappiamo del mio ego smisurato, eh Roby? Ma chi critica è davvero così lindo ed apprezzato? Così al sicuro da ogni critica tanto da potersi permettere con tanta leggerezza di definire penoso il mio pensiero? Ed ecco quindi comparire l'effetto del problema di cui sopra: se qualcosa non mi va bene (o non ci va bene, perchè parliamo chiaro, parlo a nome di tanti, stasera, non solo mio, right Giglio?) tendo a star zitto e a far finta di niente mandando giù la merda, o peggio ancora conservo ira fino a quando non trovo la "mia ragazza in carica" a portata d'uccello e la spalmo a giroculo sulla scrivania più vicina, mentre preferirei farlo per dolcezza, più che per rabbia. E questo non va bene, è meglio che finalmente si sputi il rospo. Conosco persone che sembrano soffrire non so per quale arcano motivo di complessi di inferiorità nei miei confronti, e che mi accolgono con un sorriso dopo avermi tirato tonnellate di merda in faccia pensando che il resto delle persone non mi informino del fatto, pensando forse che io sia lo zimbello del gruppo, non riuscendo ad afferrare una verità che sta agli antipodi. Che guidano in maniera scomposta e urtano anziani signori in bicicletta e si lamentano a gran voce per la loro inopportuna presenza sulla strada, senza nemmeno fermarsi. Che a mesi di distanza, ignaro che tutti conoscano il fatto, racconta in giro ripassando su quella strada di come IO avessi urtato un anziano signore in bicicletta senza nemmeno fermarmi. Che mi mente inventandosi risposte via sms mai date per conto di altri, lasciando me e l'altro interessato ad arrovellarci sul motivo di tali menzogne, e perchè puntualmente mi vengono tenuti nascosti incontri tra amici in cui ero stato chiamato ma la voce misteriosamente non mi era arrivata. Che critica ogni mia mossa e cita cose imbarazzanti per provare a mettermi in imbarazzo di fronte a persone, sempre ignaro di come sia spesso lui oggetto del 90% delle critiche per avarizia, disonestà e doppiogiochismo. Che fanno gli sbruffoni mostrandosi superiori davanti a ragazzine che lui stesso conduce nottetempo in un parcheggio isolato in mezzo ad autobus. Conosco persone che invece vivono sotto l'ombra del proprio padre, assimilando i suoi gusti e diffondendoli come verbo, senza avere passioni personali ma solo indotte da persone che in certi periodi dell'anno reputa migliori di altre, persone che si danno ad uno sport assiduamente fino a quando un oggetto non urta l'attrezzo sportivo provocando danni di fattore puramente estetico, e la passione scema di punto in bianco, rivelando come più che una passione si volesse mostrare uno status-symbol. Che ti fanno notare in qualsiasi momento della giornata come la sua scelta, la sua idea di raggiungere un posto, di provare una cosa, sia probabilmente la migliore perchè detta dal padre di cui sopra, compromettendo l'unico periodo dell'anno in cui si è lontani da casa e si prova a divertirsi e a rilassarsi, per poi tornare tutto contento senza rendersi conto di quanto invece sia stato molesto. Che vogliono parlare di un argomento che conosci bene e che ti guardano storto perchè la verità non corrisponde alla propria superficiale informazione da rivista generalizzata, dandoti quasi dell'ottenebrato. Che descrivono penosa ogni parola scritta qui dentro ma non hanno il coraggio di dirtelo in faccia. Conosco persone che sono lunatiche dalla nascita e che ti vomitano addosso ogni genere di insolenza a causa di discussioni avute con genitori o con la propria ragazza (ammesso che lo sia), . Che non presta attenzione ad avvertimenti e consigli da quest'estate a questa parte, a quanto pare, e che critica i miei pensieri quando probabilmente non ne fa di molto diversi, per accettare tali smerdate dell'ego, solo che al contrario di me non scrive nulla ma si accanisce contro gente che, di fatto, lo ha sempre chiamato "amico". Conosco persone che mi coprono di insulti, e di ceffoni con mani grandi come barili, e che al contempo mi guardano con un sorriso che più sincero non si può e mi invitano a casa propria a mangiare, e mentre ridiamo ingurgitando mezzo chilo di carbonara in due sudando per la fatica, mi spiega come mi detesta per certi miei comportamenti, ma me lo dice in faccia, dicendomi quanto tiene a me, come vero amico. Come amici sono tutte le persone che ho descritto ma non nominato, perchè non ce n'è bisogno. Perchè chiunque legga queste righe sa di essere chiamato in causa, ma non deve più pensare di essere esente da difetti o superiore al sottoscritto, non deve più pensare di essere l'inviolabile dalle critiche o quello di cui nessuno si lamenta, perchè se spesso si parla di altri, è perchè ci sarebbe troppo da dire sul suo conto, a volte persino troppo gravi. Chinate un po' più la testa, d'ora in poi... non dovete rendere conto a me del vostro comportamento, non dovete rendere conto a NOI, perchè sappiate che eravamo in molti a voler parlare, ma per bontà (o forse per idiozia) siamo sempre stati muti, facendo vinta di niente e ingoiando il più viscido dei batraci. Ma dovete rendere conto a voi. Perchè i vostri comportamenti non passano inosservati, anzi, tutt'altro... sono sempre l'oggetto della critica in vostra assenza. E forse un esamino di coscienza andrebbe fatto, ogni tanto, invece di limitarsi a deridere e a criticare il prossimo perchè ha il coraggio di scrivere ciò che pensa e di farlo leggere al mondo intero. Nessuno vi odia, ripeto, siamo e saremo sempre amici, per quanto mi riguarda. Ma è giusto parlare, se si ha la voce per farlo. Ed eccomi qui. "I was the one that let you know" Sempre disponibile per parlare, ragazzi. Adoro ascoltare le persone quasi quanto voi spesso non avete avuto orecchie per me, se non per dire "ma vaffanculo, passerà". Forse però una chiacchierata con il sottoscritto vi farebbe davvero bene. Soprattutto ora che sapete di essere, come me, so far from perfection. Ci si vede al bar, ragazzi. Ogni contatto prima di allora sarà piacevolmente ignorato.
January 29

Year One - Unchained Lover

Doveroso post commemorativo. Un anno fa, con lo stomaco vuoto e un gran mal di testa, aprivo il blog, vergognandomi persino di chiamarlo tale. Da allora è cambiato tutto. Ero solo, disperato, ancorato ad un gruppo esiguo di ricordi inutili, e tanto dolore. E tanta idiozia. Ora sono ancora solo, mentre scrivo il blog. Per scelta, perchè potevo farlo benissimo ieri sera, sotto al piumone con Roby, mentre lei leggeva e io cazzeggiavo. Era questo che mi mancava. L'alternativa. Il conoscere qualcosa di nuovo, di più grande, di migliore. E il blog mi ha portato tutto questo. Mi ha fatto conoscere, amare e stimare persone meravigliose, amiche e qualcosa di più. Contatti in MSN, e qualcosa di più. Mi ha permesso di recuperare un rapporto al quale tenevo tantissimo, e ha scremato ciò che c'era di inutile e dannoso. La penna... è davvero più potente della spada, diceva Joker vestito da Jack Nicholson (o era il contrario?) davanti al Municipio di Gotham City. Ed è così. Il blog ha realizzato ogni mio desiderio, da un anno a questa parte. Amore, passione, vendetta, verità, perdono. Ho avuto tutte queste cose grazie a qualche parola scritta nel modo giusto. Ed anche se fosse stata scritta nel modo sbagliato, sarebbe comunque a modo mio. E pensare con la mia testa era un lusso che non mi era concesso da un po'. Che i ricordi muoiano tra le fiamme dell'inferno, dunque. Voglio godermi il presente, momento per momento, ed arrivare al futuro. Grazie a tutti, grazie a chiunque sia intervenuto sul blog. Grazie alle persone che mi hanno dato fiducia e hanno trovato le mie parole interessanti. Grazie a coloro che le hanno tanto screditate e al contempo mi regalano una frequenza giornaliera di visite impressionante. Dio benedica le statistiche e ve lo ficchi nel culo di traverso. Grazie a chi mi ha amato e a chi mi ama ancora. Grazie, BLOG. E questa volta, volutamente maiuscolo.
January 22

Eternity To Go

A volte le illusioni ti danno forza e coraggio, ma se permetti loro di prendere il sopravvento, finiscono con il consumarti, riducendoti ad un guscio vuoto senza scopo. A volte credere in queste illusioni ti fa sembrare la vita varia, speciale. Prima, per esempio, ero contento: per quanto detesti la neve, vederla cadere mi mette sempre di buon umore. Ci ho messo qualcosa come quindici minuti che in realtà i candidi fiocchi di magia erano semplici palline di polistirolo perse dal cassone del camion che mi stava davanti.
Basta illusioni, basta con tutto. Ma ho ancora bisogno di credere a qualcosa, qualcosa che non possa venire alterato, e nemmeno corrotto. Non voglio la vita eterna, non voglio un Dio che mi ascolti quando mi sento triste e non vedo via d'uscita. Voglio una persona come me. E forse c'è già, il tempo mi darà ragione. Sono stato un cretino, un vero cretino. Un cazzone avariato, come direbbe Hugh Grant. Per cosa, poi? PER COSA? Per sentirmi vivo? Io SONO vivo. Ma posso ancora rimediare. Eccome, se posso. Mettiamo un po' in ordine il tutto, alziamo la testa e guardiamo verso il cielo.
 
Grazie Lisa, grazie Bia, anche se non sembra apprezzo tantissimo i tuoi interventi, perchè sono la cosa più sincera che puoi offrirmi. Grazie Roby. Sei tu ad avere una gran pazienza, non certo io. Bene. Un bel respiro, sorridiamo... e via. Per quanto detesti il lunedi mattina, questo me lo voglio ricordare a lungo.
January 21

Everything's Eventual

Le sei e mezza, dannazione. E non mi sono divertito particolarmente a guardarmi La Mosca di Cronenberg e relativo seguito. Dio solo sa quante volte lo trasmettono in un anno, al sabato notte. No, non mi sono divertito per un cazzo. E il tempo non passa velocemente ogni sera, questa ne è la prova. Non ho voglia di dormire, non ho voglia di mangiare, non ho voglia di niente. Sento che la situazione mi sta sfuggendo di mano. Se parlo, è un problema. Se sto zitto, è un problema ancora più grosso. Non riesco a comprendere le situazioni, non riesco ad agire per il bene di tutti, non riesco ad essere utile in nessun modo. E dannazione, non voglio, NON VOGLIO sentirmi dire scusa, perchè non c'è niente di cui scusarsi. Sono io che non funziono. Sono io che non capisco. Sono io il problema. Non riesco a comunicare, con nessuna parte di me.
 
Fantastico, mia madre si è svegliata. Sto bene mamma, non vedi? Una favola, non ho ancora chiuso occhio, ho un nodo allo stomaco grande come un pallone da calcio, la testa che mi scoppia e un ronzio alle orecchie che pensavo fosse provocato dalla tv accesa. E invece no, deve essere il cervello acceso. Ma quello non si può spegnere. Non è neanche il più grave di problemi, a dire il vero. Il vero problema è che non si può spegnere nemmeno il cuore.
 
Aiuto.
 
Che vergogna. Ho chiesto aiuto, proprio adesso. Proprio ora. Come se fossi io ad averne bisogno.
Cosa mi sta succedendo? Cosa posso fare? Una volta, usavo il blog per sfogarmi. Ora non posso più farlo, perchè ogni parola fuori posto genera incomprensioni o peggio ancora. Quindi per quanto io anticipi o sottolinei il fatto che, in certo senso, è tutto sotto controllo, mentre scrivo so già che dovrò fare i conti con le conseguenze. Credo che piangerò un po'. Dopotutto, non lo faccio solo da tre giorni. Non sia mai che i miei occhi si abituino alla siccità. Dolore. E' quello che volevo. E' l'unico modo per sentirmi davvero vivo, elettrizzato, in gioco. Ed è un gioco che adoro. Se smetto di combattere non avrò mai possibilità. Se combatto, forse si. Per cosa? Per ciò che può succedere. Per ciò che è già successo. Per ciò che ho visto, e che voglio rivedere con i miei occhi. E voglio che venga visto nei miei.
January 18

Ashes to Phoenix, Friends to Lovers, why must I feel everything undercover?

A fatica riesco a toccare la tastiera. Ho bisogno di sfogarmi, ma persino il pensiero di farlo mi provoca tormento. Cosa sta succedendo non lo so, ma è da due giorni che sono teso come una corda di violino.
Attualmente cuore e mente sono un grumo di forma indefinita che contengono solo gli estremi dei concetti di amore ed odio, senza vie di mezzo, senza equilibrio, senza compromessi. Ho momenti in cui detesto visceralmente ogni essere umano, la propria banale felicità, dettata da quella che forse egoisticamente o con molta presunzione vedo provenire da una superficialità che mi infastidisce. Non voglio sentirmi paragonabile agli altri, a persone che non si rendono conto dell'importanza del provare e comprendere sentimenti, profondi, belli o brutti che siano, gioiosi o distruttivi che siano.
L'altra parte di me invece si sente in pace con il mondo, soddisfatto di se stesso e del suo modo di vivere le cose, del suo universo di passione racchiuso in un cuore inaccessibile a nessuno, di cui si può conoscere l'esistenza solo guardandomi negli occhi o leggendo queste righe. Mi piace chiudermi in me stesso, confidarmi su stati d'animo che non si possono spiegare a parole. E' una mia scelta, quindi nessuno deve preoccuparsi di questo. E' parte di me. Non mi fa male.
Non è un periodo facile, non lo è proprio per niente. Ma dannazione, mi va bene così. L'equilibrio non mi da niente, se soffoca emozioni rendendole banale routine, rendendole una linea piatta sull'encefalogramma della passione. Ho bisogno di vivere, di respirare, anche di piangere, che siano di lacrime di gioia o di dolore non importa. Il dolore è passione, e se tenuto sotto controllo, non fa danno alcuno. Mi fa solo desideroso di andare avanti, e di superare i legami dettati dal tempo stesso. Rendendomi eterno, assieme alle mie emozioni.
January 08

Existence

Tornato da Amsterdam e finite le feste, eccomi pronto a scrivere l'inevitabile riflessione sull'anno trascorso. Perchè si, effettivamente quel 2006 che ho denigrato per mesi, chiedendomi quando sarebbe iniziato l'anno successivo, è giunto al termine mentre ero parecchio lontano da questo computer, e parecchio lontano dalle persone che mi stanno a cuore. Ma direi che non si può parlare di un nuovo inizio... e la cosa non può nemmeno definirsi negativa.
 
Il 2006 lo ricordo per qualche nome. O almeno, sono alcuni nomi che me lo faranno ricordare.
Alcuni non posso citarli, altrimenti rischio di venire citato. Ehi. bel gioco di parole. Quindi passiamo volentieri avanti.
 
Volentieri come andai avanti un anno fa, arriviamo a Vale. Beh, direi che ormai non c'è rimasto molto da dire a riguardo, visto che ne per mesi non ho fatto altro che scrivere di lei, e visto che potrei usare le sue stesse parole per ricordarla. Anzi, credo proprio di volerlo fare: "grazie a Vale, per avermi travolta completamente (più o meno come la C3 ha travolto noi, tesoro, ma con conseguenze molto, molto più piacevoli) e così tanto e così intensamente e con così grande e perfetto incastro intellettual-sentimentale che sono tuttora e sarà sempre legato a te in un modo che per altri è incomprensibile. talvolta anche per me". C'è seriamente bisogno di dire altro? Credo di no... ma se ti devo pagare i diritti, lascia pure un commento. Sembra che io stia sviluppando un'incredibile attitudine nell'inguaiarmi con la legge, n'est pas? :P Next time we'll meet, everything will be charmed and dangerous.
 
Immediatamente dopo devo ricordarmi del nome Angela, anche se raramente l'ho chiamata così, perchè preferisco dire "mamma". La mamma che ora è sul letto che riposa, priva dei lunghi capelli biondi sui quali mi addormentavo da piccolo, priva della totale serenità perchè a distanza di un mese accusa ancora sensi di nausea tremendi dovuti all'"avvelenamento" da chemioterapia. Ma non priva della vita, perchè si, quest'anno ho dovuto fare i conti con la possibilità di perderla, con la possibilità di perdere LA MIA MAMMA. Ma così non è stato. E' stato lungo, difficile, doloroso e spesso senza aiuti, perchè certe cose si affrontano inevitabilmente da soli, ma ne siamo venuti fuori. E poco importa se trascorro ogni pomeriggio all'ospedale, e sarà così per un mese ancora... Se devo farlo, significa che la mamma c'è. E va bene così.
 
E alla fine arriva Roby. Quando tutto sembrava perduto, quando la mia ossessione stava cominciando a farmi seriamente impazzire, quando pensavo che il mio cuore si fosse inaridito per davvero, rendendomi insensibile a lacrime, arriva lei che, con la stessa apparente freddezza, mi porge la mano. E da li a poco, pur provando a fare i ghiaccioli, siamo caduti nella morbida trappola dell'amore. Due mesi ieri, tra l'altro, festeggiati alla Cantina Bentivoglio guardandoci negli occhi fino al momento in cui i gestori hanno spento le luci per farci capire quanto fosse tardi. Roby mi ha dato e mi sta dando ciò che ormai cercavo da anni: un equilibrio, un rapporto che si porta avanti, evolvendosi di giorno in giorno, in maniera totalmente serena. Ma questo non significa che non vi siano problemi, anzi... alcuni ce ne sono, e sono enormi. Ma si superano, perchè c'è una comune volontà di perseguire quell'obbiettivo. Roby mi sta dando e insegnando tanto, con tanto amore e tanti sorrisi, in un mondo fatto di bambagia in cui il desiderio di voler rimanere in quel mondo per sempre è forte, fortissimo... e spero che possa essere così. Eternity To Go.
 
Perchè alla fine, il mio errore è quello di cercare una situazione difficile ad ogni costo. Ho capito, finalmente, che non c'è bisogno di arrovellarsi e lottare per trovarsi in un'entropia... è necessario trovare un equilibrio, prima di tutto, poi può succedere qualsiasi cosa, persino i problemi che prima cercavo ad ogni costo per dare un senso alle mie giornate, per non sentirmi uno qualunque. Il segreto sta nell'affrontarli nel momento giusto, non rincorrerli e stuzzicarli per poi venire assaliti da una bestia nera che difficilmente un uomo può riuscire a contrastare, poichè creata dalle paure del nostro inconscio e del nostro cuore.
 
L'anno è finito, dunque, ma problemi, gioie, sensazioni ed emozioni sono destinate a durare per sempre. Non è l'appendere un nuovo calendario al muro che fa ricominciare tutto da zero, certe cose vanno oltre il tempo. E il mio 2006 ne è stato pieno.
 
Somebody bring up the light up i want you to see
My life turned around but i'm still living my dreams
I've been through it all
Hit about a million walls
Welcome to my truth, and i still love.
 
 
 
December 28

Light in the Darkest Hour

Quattro anni fa, l'indomani mi sarei svegliato e avrei conosciuto per la prima volta la morte, assistendo a quella del mio nonno. Fu tutto estremamente veloce: i miei erano partiti per la Grecia il giorno prima, e io il giorno dopo sarei partito per la montagna. Ero passato dai nonni, la sera, perchè mi avevano comprato qualcosina da mangiare, passato una serata tranquilla a fantasticare sulle vacanze, e poi a letto perchè alle 8.30 sarebbe suonata la sveglia con conseguente visita al centro commerciale per le ultime spese, e poi via.
Ma fui svegliato mezz'ora prima dalla telefonata della nonna in lacrime che diceva che il nonno era morto, FORSE. Sperando fino all'ultimo di trovarlo semplicemente privo di sensi, superai la barriera del suono e mi precipitai a casa loro, per assistere impotente a uno spettacolo tremendo. Era li, immobile, bianchissimo. Ma nulla sarebbe stato più come prima. Mentre la nonna era tremendamente sotto shock e incapace persino di parlare, io mi presi il giusto impegno di occuparmi di tutto: chiamare medico, ospedale, pompe funebri, parenti... e soprattutto i miei, che erano appena arrivati in Grecia dopo una traversata burrascosa. Buone vacanze, mamma.
Ero forte davanti alla nonna, non avevo nemmeno il tempo di piangere, ma una volta arrivati i parenti a darmi una mano, sono riuscito a rimanere un po' da solo per focalizzare finalmente sull'accaduto. E piansi, piansi tanto. Sarei stato perduto, sarebbe stato tutto molto peggiore se non avessi avuto una persona d'oro al mio fianco, che rinunciò alla partenza per le vacanze per starmi vicino, che mi offrì spalle e abbracci di conforto in ogni momento. E ogni volta che ripenso a quegli eventi, i sensi di colpa per come, in precedenza e in seguito ho trattato quell'angelo di ragazza si fanno sentire, in maniera molto, molto dolorosa. Forse non ti ho mai ringraziato allora, ma non è mai troppo tardi per farlo, specialmente se lo si vuole fare con il cuore. Grazie Lisa, per ogni momento in cui mi sei stata vicina in uno dei momenti più brutti della mia vita, in cui mi ha offerto tutto quando, per la prima volta, ho affrontato una ENORME perdita a livello affettivo. Potrei scrivertelo semplicemente in MSN, visto che per qualche miracolo divino abbiamo ripreso a parlare, ma preferisco che chiunque passi da qui legga della mia eterna riconoscenza nei tuoi confronti. Ancora una volta, grazie.
December 26

The Party is Over

Bene, ora che ci siamo calmati, si può finalmente aggiornare il blog. Calmati perchè tra una festa e l'altra, sarebbe stato inutile aggiornare nel bel mezzo di cene e uscite con gli amici, così approfitto di questo anonimo 26 dicembre per riflettere su ciò che è stato questo Natale. E che volete che sia successo? Ho ingurgitato 5 piatti di tortellini e svariati chili di carni assortite, per non parlare dei dolci. Oggi sono entrato in bagno per lavarmi la faccia e la bilancia, pensando che volessi pesarmi, si è lanciata dalla finestra e mi ha rubato la macchina per scappare, così ho dovuto passare la mattina in questura per sporgere denuncia. Almeno sono assicurato contro i furti, quella bilancia in ogni modo non andrà lontano.
Poi che  successo? Beh, la raccolta del dinero ha dato i suoi frutti... sono sui 600 euro, e mancano ancora le paghette pre-viaggio, si perchè tra due giorni parto per quell'incognita di città che è Amsterdam, ma dalle foto che ho visto su Google Earth, la mia nuova droga da ragazzo neobroadbandato (bel termine) sembra estremamente affascinante. Sono riuscito a vendere il vecchio PC al buon Alessio, così direi che sono a posto. Ma la Roby ha preso più soldini di me, non è giusto. O almeno, questo ho pensato fino a quando non mi ha detto come li avrebbe impiegati, ovvero per un viaggetto a Londra con il sottoscritto. Risultato: entro poche ore ho prenotato volo e albergo, e a marzo sarò quindi nella mia città del cuore con la mia cara ragazza. Nice choice, girl.
 
Particolarmente molesta la messa di mezzanotte, in cui ho/abbiamo dato il meglio di me/noi, tentando, purtroppo senza successo, di rinchiudere dentro la chiesa l'intero paese. Purtroppo a chiavi rubate mi sono accorto della serratura susina, come direbbero due pugliesi di mia conoscenza, e quindi lo scherzo è andato a farsi fottere. Il resto della messa, sublime, come ogni anno. Anche perchè oltre a un volume di risate più alto del solito, Giglio ha introdotto una gustosa novità: i peti.
 
Segue come al solito il vin brulè e dolci assortiti preparati dagli accoliti di Dio, che abbiamo ingurgitato per non morire di ipotermia, e la classica tappa a casa del Sindaco per svuotargli la dispensa. Dopotutto ci sarei dovuto passare per forza, avevo un conto in sospeso con gli Actimel alla fragola, e DOVEVO VINCERE. E ieri sera, come sempre, cenazza a base di pizza di dimensioni inutilmente titaniche al Sebastian... guai a non esserci, è un fottuto rito da rispettare. Non so ancora chi ha cominciato la guerra di palline di carta, solo che le palline erano grandi come una mano umana e il pavimento si è riempito piuttosto in fretta.
 
Cibo e soldi, dunque. Che sia quella l'essenza del Natale?
Oggi mi sento un po' malinconico... come ogni 26 dicembre. Che succederà adesso?
Per combattere la noia e la voglia di vedere Roby, che negli ultimi giorni si è alzata a livelli indescrivibili, mi berrò un Earl Grey N.42 di Harrods. Non ho più paura di finire le bustine, so che presto potremo comprarne altre. Insieme.
December 21

I Can't Live... Winter Without You...

Il titolo è il gioco di parole citazionista più brutto che abbia mai fatto, ma devo dire che al momento sono tremendamente a corto di idee, quindi perdonatemi lo scempio, e continuate a leggere senza farci troppo caso.
 
Eccomi da solo, in questa notte che potrei definire invernale solo per il vento che ti strappa la pelle, perchè per il resto la stagione quest'anno di invernale ha ben poco. Da solo, ripeto, perchè Roby è partita ieri mattina per la terra natia, e la rivedrò l'anno prossimo. Due settimane, alla fine, ma detta così ci si aggiunge un simil-tono drammatico che non ci sta mai male. Oh, cavolo... non ero abituato a non averla più sott'occhio.. prima in 20 minuti ero la, e ci vedevamo ultraspesso. Ma direi che mi ha salutato nel migliore dei modi. Soprattutto perdonandomi. Si, perchè quella buon'anima si era offerta di cucinarmi il pesce e le patate al forno, accettando che fossi io a pensare al vino. Ovviamente, arrivo a Bologna:
 
1) senza la bottiglia di vino
2) senza il regalo che mia madre le ha fatto e che mi aveva lasciato di fianco al mio regalo
3) per poco anche senza il mio regalo per lei, visto che ero partito senza prenderlo e sono dovuto tornare indietro
 
Sarà stata l'emozione. Si, insomma, ero un po' in ansia quella sera, e sentivo persino il Natale, tanto che decisi di infilarmi il Maglione di Natale, ovvero quel maglione bordeaux di Valentino che mi metto SEMPRE almeno un giorno nella settimana di Natale. E' morbido ma pizzica, comunque non c'entra assolutamente niente. Ed era l'unica cosa che avevo in mente, perchè sono arrivato a Bologna, appunto, in ritardo e con un terzo della roba che dovevo portare. Ma dopo avermi abbondantemente preso in giro e provocato, mi ha perdonato.
E visto che non sono malvagio come lei, le faccio i miei complimenti davanti al mondo: sei davvero una brava cuoca, Roby.. sai cucinare il pesce, ed anche molto bene, ci sarebbe stato bene anche un po' di vino, peccato tu non ne avessi in casa, sigh.
 
Sperando per l'ennesima volta che il mio regalo ti sia piaciuto, ti ringrazio per i tuoi tre regali, uno più bello dell'altro, uno più inaspettato nell'altro, visto che hai diluito la consegna in momenti non sospetti tra la prima serata e la tarda notte. Che fenomeno, proprio non me l'aspettavo. E insomma Roby, grazie. Ti avevo detto che ti avrei dedicato un post per la tua partenza e ora, dopo aver urlato dietro alle connessioni wireless che funzionano poco, a mia nonna che dice che internet è per pervertiti e dopo aver accompagnato mia madre in ospedale perchè è iniziato il massacrante mese di radioterapia, eccomi qui. Nient'altro da aggiungere, se non...
 
Torna Presto.
 
 
 
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