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日志


10月27日

Kingdom Calls

Ci siamo, dunque. Tra poche ore partiremo alla volta di Forlì e potrò rimettere i piedi per la quinta volta su suolo inglese. Ci rimarrei anche per tutta la vita, ma ho qualche affare in sospeso in questo misero stato, perciò mi toccherà ritornare il primo novembre, attorno a mezzogiorno.
E queste righe le ho scritte un'ora fa. I live spaces cominciano a starmi altamente sulle gonadi, ma c'è poco da fare, si sopporta e si va avanti. Comunque sia, non ho molto altro da aggiungere, anzi. Personalmente, non ne posso più di stare qui, ultimamente sto sviluppando una malsana sensazione di beatitudine isolandomi dal mondo e facendomi compagnia da solo. Nulla di più sbagliato... spero che questo viaggio mi riporti sulla retta via, e che mi faccia capire cosa sto cercando.
Siamo tutti e tre carichi come una nave che parte da Tirana, pronti a conquistare il Regno Unito grazie al nostro carisma da condottieri, alla nostra impareggiabile forza fisica e alla nostra capacità sovrumana di bere birra. D'altra parte, guardateci: chi oserebbe mettersi tra noi e il nostro obiettivo? See you in November, folks.
 
10月26日

Burial Grounds Terror

Già dormo due ore per notte a dir tanto, la mattina sono impegnato e rincoglionito ai massimi termini, ci mancava solo la telefonata della nonna, verso mezzogiorno. "Ciao, avevi mica intenzione di passare di qua, oggi?" "No, nonna, pensavo di passare domani, così ti saluto prima di partire". "Ah va bene, allora se passi oggi ho dei fiori da farti portare al cimitero". A questo punto togliamo il "se" e mettiamoci un paio di scarpe e la patente in tasca. E andiamo.
Raccattiamo il ciclamino della cariatide, portato da "un'amica della mamma" che ovviamente non ha nome ne provenienza, e dirigiamoci verso il cimitero. Mi piace il cimitero. Persone che conoscevo, erbetta e aiuole ben curate, e aria pulita. Ovviamente, non poteva andare tutto liscio, altrimenti manco avrei cominciato a scrivere. Infatti qualcuno mi arriva alle spalle, appoggiandomi una mano sulla spalla. No, non è un "mortovivente", ma molto, molto peggio. Alle mie spalle, infatti, avevo nientemeno che Lucifero.
Scordatevi il colorito rosso, il tridente tra le mani e lo zoccolo caprino, Lucifero è il soprannome del becchino della zona, tale Graziano, ma a causa della sua curiosa mansione è stato rinominato, per l'appunto, Lucifero o Mortimer, a seconda di chi vuole prenderlo in giro. Sto tizio avrà poco più di 40 anni, è tremendamente butterato e ha la faccia da pazzo, d'altra parte, solo un pazzo dimostrerebbe tanto entusiasmo nel fare un lavoro del genere.
Dicono, tra l'altro, che Lucifero porti sfiga. Quando entra al bar per un caffettino veloce e dice "uff, ho un sacco di lavoro da fare in questi giorni" o frasi simili, si nota subito che tutti i maschietti portano la mano allo scroto, così come le donzelle si palpano prontamente la mammella sinistra, sperando di non essere il lavoro di Lucifero nelle ore a venire.
La caratteristica più curiosa ed agghiacciante del personaggio in questione, comunque, rimane senza dubbio il fatto che come hobby collezioni foto delle persone morte. Ora, se ne dicono molte sul suo conto: lo sparlatore medio lo immagina a masturbarsi davanti alle foto di un'anziana, per esempio, ma la verità la conosco bene io, poichè in quanto buon amico di mia nonna (non quella del ciclamino, l'altra, quella con cui litigo in continuazione), ha sviluppato un'incredibile confidenza, corrisposta un giorno all'anno se va bene, nei miei confronti.
Insomma, lui ha album e diverse scatole da scarpe piene di foto commemorative dei defunti, quelle che danno fuori dalle chiese al momento del funerale, e nei giorni di pioggia o di noia estrema sfoglia e guarda queste foto assieme a sua madre, ricordandosi di loro. Necrofilia? Maybe. Il motivo per cui mi tende continuamente agguati è perchè vuole la foto di mio nonno, che manca alla sua collezione. Mia madre ha scampato per anni la richiesta, perchè rabbridivisce al pensiero di vederlo contemplare la foto di suo padre, e più volte mi ha detto "se permetti, la figurina del nonno voglio che rimanga una rarità per la sua collezione", ma proprio prima di ha detto che prima o poi cederà, ha detto che gli va bene anche una fotocopia a colori.
Così, dopo aver passato mezz'ora a ripetere "non ho idea di dove sia la foto che cerchi, parla con mia madre" con sintassi diverse e l'uso di due dialetti, sono riuscito a scamparla e a fuggire. Bah, che gente. Non è cattivo, ma è un gran rompicoglioni. Per continuare la giornata degnamente, corro in campagna a strappare erbacce a mani nude. Non ho nemmeno il tempo di guardarmi attorno, e devo anche preparare la valigia e pianificare un minimo le "Things-To-Do-In-London", visto che l'unica cosa decisa finora è "bere".
10月25日

Strawberry Miracle

Schiacciare con le dita una cimice senza accorgersene è una buona cosa, pur avendo le falangi ricoperte di interiora verdognole, ma è si, una buona cosa, se non vomiti all'istante. Scoprire che nella dispensa c'è una confezione di Pangoccioli che non avevi notato nei giorni precedenti è una buona cosa, soprattutto se la Mulino Bianco si è dimostrata incredibilmente generosa con i pezzi di cioccolato. Trovare dieci euro in un paio di pantaloni che non ti infilavi da mesi è altrettanto una buona cosa, indubbiamente. Alzarsi la mattina e avere una giornata piena di impegni assortiti da fare schifo è una buona cosa, se non hai un incubo ricorrente ed immagini scomode di vario genere nella testolina. Accorgersi giorno dopo giorno che le priorità sono cambiate e riesci a respirare meglio è una buona cosa, conseguentemente. Anche trovare la macchina illesa dopo averla lasciata ingenuamente in zona rimozione per pulizia stradale è una dannatissima buona cosa, tanto da rimanere increduli sul posto senza fiato.
Maggio è sempre stato il mese delle buone cose, che sin da bambino ho associato, non so per quale assurdo motivo,  alla maturazione delle fragole. Trovare una fragola rossa alla soglia di novembre non è una buona cosa. E' un miracolo.
 
Di solito, grazie ad una bussola si trova la via.
Io grazie ad una fragola ho trovato una bussola.
10月22日

Hell in the Halls on the Hills

Dannato Biondo che mi tiene al telefono per ore... se domani leggerai queste righe, sei pregato di andare a fare in culo, non solo mi hai fatto calare la voglia di scrivere sul blog, ma mi hai fatto perdere il finale dei Griffin. Vabbè, cominciamo, come se niente fosse.
Influenza passata completamente, se escludiamo qualche colpo di tosse, che però rende le risate ancora più gustose. Eccomi qui, dunque, reduce da un weekend massacrante sui colli o quasi colli bolognesi, l'unico posto in cui non sarei voluto andare, e l'unico che avevo in programma di visitare causa duplice compleanno.
 
Capannina, dunque, dopo mesi, tutto uguale, tranne lei. E il posto non mi è piaciuto particolarmente, per questa mancanza. Dopo un'oretta di ballo assurdo, e ringrazio l'Olga e il Puro per il supporto e per le dita bagnate, è calata la malinconia... così, per le tre io e il Biondo siamo usciti a prendere una sana pioggia, insultando due tizi su una macchina elettrica che volevano ad ogni costo trovare una rissa. Bah.
 
Come se non bastasse, oggi Giglio accetta di accompagnarmi alla dannata Ikea, ricettacolo di coppiette che sperano di sentirsi più unite cercando mobilio per un'improbabile vita insieme, ignari che gli imprevisti e le corna siano dietro l'angolo. Poveri idioti.  Mai, e dico mai mettersi in testa di andare all'Ikea di domenica. E' un maledetto inferno pieno delle sopracitata coppiette e di mamme con minigonna e stivali con perizoma che esce da ogni angolo del loro scoperto corpicino. Ma vestitevi, svergognate...
E ovviamente, guess what? Aneboda, il mobile che mi interessava, è di nuovo esaurito. Ma che cazzo. Così, cena di consolazione da Giglio con David e la Madda, mangiando spaghetti alla carbonara in proporzioni bibliche seguiti da un vassoio di pasticcini grandi come ginocchia umane, che pur essendo coperti di moscerini a causa di una permanenza prolungata sul terrazzo di casa Gilioli, si sono rivelati particolarmente gustosi, dopo che ho provveduto personalmente a far cadere ogni tabù igienico.
 
Così, con la pancia piena, il morale sotto le suole e qualche ricordo da tenere a bada, pur notando che ho fatto progressi notevoli ed innegabili sull'argomento, e un sacco di cose sparse per la camera che, cazzo, andrebbero proprio bene dentro quel maledetto mobile, mi accingo a drogarmi di puntate dei Griffin in DVD, attendendo l'inizio della settimana che mi porterà a Londra, anche se mancano ancora cinque maledetti giorni.
10月20日

Second Movement of the Odyssey

In totale relax, con gli auricolari nelle orecchie (e dove altro potrei infilarli? Ok, spesso li metto in bocca per sentire l'eco, ma è un altro discorso), sotto le coperte. Una prolunga mi tiene collegato ad internet, l'altra alla corrente elettrica. Ecco come sono ora, ancora malaticcio, con la gola gonfia, tosse schifosa e qualche starnuto occasionale che risulta davvero fastidioso, perchè fa perdere stabilità al portatile. I miei capelli cominciano ad essere eccessivamente lunghi, e anche se il prossimo taglio non li farà diminuire notevolmente la loro lunghezza, sento il bisogno di eliminarne almeno un po' in breve tempo.
 
Dicevo, eccomi qui. Mi ero appena addormentato, ma un sogno non ben definito mi ha fatto aprire gli occhi di scatto, e la fiacca è passata completamente. Di conseguenza, andiamo col blog... dopotutto ho giusto qualcosa da scrivere.
E' tutto così strano. L'apertura di questo blog era la manifestazione del mio dolore, della mia nostalgia, del mio odio e della mia rabbia, mischiati insieme, aromatizzati con un po' di nonsocosa e pubblicati nella grande rete. E poi passano i mesi, e cosa succede? Mi ritrovo a parlare con colei che fu la causa di tutto questo, in maniera diretta o meno, a seconda dei punti di vista. "Trovami delle foto, per favore". Perchè no? Ero qui, annoiato e indolenzito da questa maledetta influenza, mettiamoci al lavoro. Poi ho avuto impegni, e giorni dopo trovo le foto, su vecchi cd sparsi in un armadio della mia camera. Valanga di ricordi, ci si mette a parlare di più e del meno, ridendo come un tempo, facendo leva su un umorismo ed un'ironia che ci ha accomunato a lungo, senza nulla di negativo. Sani sorrisi, accompagnati da foto che mi hanno fatto capire che per quanto si possa star male, certe cose non si cancellano, non si possono cancellare. Mani, occhi, pelle, sorrisi. Questo va conservato, il resto non serve, il resto fa male, il resto doveva andare così, probabilmente, non lo so. Ma è passato.
Pru. Già, se negli ultimi anni sono diventato quello che sono ora, sentimentalmente parlando, e non una bestia affamata di rapporti occasionali con chiunque avesse un apparato riproduttivo differente dal mio, lo devo a te. Chiunque negli ultimi mesi mi ha visto triste, malinconico, piangente, disperato, innamorato, ha visto il risultato di un percorso fatto di sangue, sudore e lacrime. Ma anche di mani, sorrisi, paesaggi, emozioni. E' finita male, allora, ma come ho detto, è stato meglio così, per entrambi.
Poi è arrivata Vale, dal nulla, un dono inaspettato, un fulmine a ciel sereno. Folgorato, innamorato, preso totalmente come mai prima. La differenza era che avevo già le ossa robuste. E i coglioni quadri. Sapevo cosa dovevo fare, ma più che altro sapevo cosa volevo. E sono stato dannatamente, perdutamente felice. Ho vissuto in un sogno indimenticabile, ma che è finito con un ritorno alla realtà che mi ha trafitto il cuore. Ancora una volta, ho pensato. Cosa diavolo succede, questa volta era tutto perfetto...
Ho continuato a preoccuparmi sino ad oggi, anche se in maniera più lieve, con il passare del tempo. Poi ho capito.
Con Pru ho scoperto che se si crede in qualcosa, bisogna fare di tutto per realizzarla, o morire nel tentativo.
Con Vale ho scoperto quanto le emozioni possono essere intense, travolgenti, mutevoli, e quanto possono cambiare con il tempo, quanto possono cambiare se ci sono i presupposti per farlo, se si è sufficientemente grandi per capire, nel cuore e nella mente, che non vi sono persone buone o cattive, ma ci sono persone. E che le persone cambiano, e cambiano i loro bisogni a seconda di ciò che succede. Tornerà l'armonia, ci vuole solo del tempo.
 
Ed ora sono qui, in questa piovosa notte di ottobre, mentre ascolto la solita canzone al pianoforte, guardo foto e leggo conversazioni in chat degli ultimi anni della mia vita. E mi accorgo, per la prima volta, sorridendo con gli occhi lucidi, di quanto sono cambiato. Per le scoperte, per gli errori, per gli amori, per i sorrisi e le sofferenze. Quasi fa paura. Ricordi che avevo rimosso, o forse semplicemente messo in disparte, eccoli qui, tornano a bussare senza far male. Mi ricordano chi ero, mi dicono chi sono.
 
Ho trovato l'equilibrio.
20 ottobre 2006.
 
Manca ancora qualcosa.
Rimbocchiamoci le maniche.
 
10月19日

Nonsense and Simplicity

Eccomi qui, a piangere sul letto, per una canzone commovente che non riesco a smettere di ascoltare. Procuratevela in qualche modo, perchè è a dir poco qualcosa di eccezionale, di superbo. Ci ho messo un po' di tempo per trovarla, è la canzone dello spot della BMW Serie 3 Touring, un pezzo di 6 minuti completamente al pianoforte, lento e malinconico, che ho scoperto essere di un italiano. Sto parlando di "Come sei veramente" di un tale Giovanni Allevi, credo che mi comprerò il cd in segno di rispetto.
E' strano vedermi così, ma forse è l'effetto dell'influenza che, purtroppo, ancora non se ne vuole andare. Ho passato giornate serene, fantasticando sul viaggio a Londra di venerdì prossimo, eiaculando fierezza di fronte al duo fotografico di cui ho parlato l'altro giorno, e dicendo cagate con il Veudo girando per il centro commerciale. Tipo che vorremmo viverci, in un centro commerciale, noi figli del consumismo. Un appartamentino piccino tra il supermarket, il cinema e la galleria commerciale. Cinema tutte le sere, usiamo le moto esposte in galleria per muoverci da un piano all'altro, mangiamo solo pop-corn e merendine che danno ai bar e via così. Ovviamente il nostro appartamento è arredato con un hdtv da 42 pollici, un divano, un frigo e niente bagno. Infatti pensavamo di non lavarci e di espletare qualsiasi bisogno sul tetto. Immaginavamo anche le riunioni condominiali: "Signori, ci risulta dai consumi che il vostro appartamento è sprovvisto di bagno e che passate la notte cagando sulle tegole" - "...." "Dispel, Dispel!"
Si, in effetti eccomi qui. Chiusa parentesi, oserei dire. C'è lo stesso freddo che sentivo a marzo, quando giravo in macchina con il finestrino aperto per il gusto di raffreddarmi il braccio sinistro e di vedere quanto mi si scompigliavano i capelli. Ho avuto la forza di estrarre quel cd dall'autoradio, e mi ritrovo con le canzoni di marzo, appunto, e un leggero senso di vuoto. Leggo spesso il blog di una persona di cui apprezzo tanto il modo di scrivere, ma con cui non ho contatti di alcun tipo. Non più almeno. Evidentemente, la mia vita è questa qui. Tra risate, mangiate, bevute, uscite con gli amici, in cui provoco l'ilarità generale del gruppo e in cui sparo a zero su qualsiasi forma vivente. E mi ritrovo ad ascoltare per ore la versione acustica di Nothing Else Matters. Mi domando se la primavera e l'estate sono esistite davvero, o sono state solo un bel sogno.
Non lo so più, davvero. Ma mi basta non stare più male.
Mi sono svegliato. Ora ricordo tutto. I dubbi, gli avvertimenti, le paure, i ragionamenti che ho cercato di eliminare con la forza. Ora è tornato tutto, fa solo un po' più freddo. Ma mi aiuterà a non stare più così male in futuro, qualunque cosa succeda. Ecco la stabilità. Con un pizzico di malinconia, di senso di solitudine. Ma non è più dolore, oppressione, pazzia. E va bene così.
 
10月17日

It's been a bad day, please don't take a picture

Febbre, che meraviglia. Almeno, è meglio prenderla ora piuttosto che la settimana prossima: non voglio correre il rischio di star male per le strade londinesi. Dunque eccomi qui, con il portatile sul pancino che conferisce un sano caldo radioattivo al mio organismo, mentre attendo l'inizio di Family Guy. Che forza, solamente ieri sera pensavo: "uhm, forse sarebbe il caso di comprare una macchina digitale economica per scattare qualche foto a Londra. Guarda quanto costano, però... e poi guarda che immonde cagate di corredo: Memory Cards assurdamente capienti e... mamma mia, pure stampanti in miniatura. Che cazzate." Risultato: alle 19.00 di quest'oggi ero già in possesso di una Kodak C643 EasyShare da 6.1 Megapixels, una Kodak EasyShare G600 Printer Dock (la stampante di cui sopra), una Memory Card SD da 2 Gigabytes e un set di pile ricaricabili da 2500 MaH con caricabatterie rapido. 310 Euro. La coerenza, decisamente non è il mio forte.
Ma si tratta di incoerenza o, semplicemente, di vedute più ampie? Di saggi cambi di idea? Propenderei per la seconda, in quanto mi fa sembrare più maturo e mi fa ragionare sul fatto che il miglioramento del mio stato psicologico e sentimentale non è poi così strano. Insomma, ragazzuoli, sto benone, febbre a parte.
Ottimo il weekend, straripante di agguati sessuali quando meno te l'aspetti, che mi hanno tenuto sveglio per tutta la notte. Ottima compagnia, ottimo tutto. Che altro devo dire? Ho una voglia di andare a Londra che mi scoppia la testa al solo pensiero, e domani, udite udite, è il mio onomastico. No, non San Volpe, ma San Luca. Il nonno se ne ricordava sempre, chissà se qualcuno domattina mi farà gli auguri.
 
Sto raggiungendo un equilibrio: cazzo, e chi l'avrebbe mai scommesso? Parlare con il mio passato non mi fa male, e nemmeno mi provoca un senso di odio, anzi, mi ha pure strappato qualche sorriso e mi sono trovato accondiscendente nell'offrire un aiuto a reperire vecchie foto, dormo da persona normale, senza monitor acceso con magnifier puntato su messenger, mi ubriaco saltuariamente ridendo e non per scacciare il dolore in maniera assurda.
 
Tuttavia manca qualcosa, manca decisamente qualcosa, maledizione. Sto agendo con freddezza, sono riuscito di nuovo a dominare sensi e sentimenti, in modo da risultare "quello dominante", come i piselli verdi di Mendel. Dovrei essere contento, e fregarmene relativamente degli altri. Prendere ciò che mi viene offerto con una risata maligna e andarmene scrocchiandomi le nocche. E fin qui ci siamo. Ma manca qualcosa, accidenti. Forse è ancora troppo presto, forse non sarà mai troppo tardi. E non so cosa desiderare.
 
10月13日

Knights of the King. Burger King.

Sto ancora camminando su questo bel sentiero che  da qualche giorno ho imboccato (ahm, apri la boccuccia - ok, è oscena. Pessimo inizio).
E' che ho un nervoso addosso incredibile. Ed è colpa delle storie che mi racconta Nobu, è colpa dei sonari ignoranti, ed è colpa anche di 5 pocket coffee mangiati in 40 secondi circa.
Ed ora sono qui, seduto sulla poltrona di vimini, con il solito cuscino nero che scivola ovunque. Dio, quanto odio la gente. Mica sempre, però ci sono dei momenti in davvero, vorrei annientare ogni forma di vita basata sul carbonio che cammina su questo "sasso alla deriva". Innanzitutto, ho scoperto di non reggere PER NIENTE i colpi di paura. Insomma, oggi arriva il vicino e suona il citofono, parla mia madre dicendo che sarei andato giù di persona per prendere il pacco che è arrivato al vecchiaccio anzichè a me (porca troia, imbecille di un corriere: se ti scrivo che abito al 67 NON DEVI consegnare al 67/A. Li non ci sto io, ci sta un deficiente. Anzi, una famiglia di deficienti. Una famiglia di deficienti senza cane, visto che è morto oggi. Ma tanto ormai era color Pluto, ed essendo un bracco la situazione è grave. E si è visto.).
Fatto sta che nonostante mia madre avesse ripetuto VIENE-GIU'-LUCA io distrattamente apro la porta e mentre alzo lo sguardo me lo trovo a UN CENTIMETRO dalla faccia che sorride con il mio pacco in mano. La reazione è una sola: urlo disumano con scatto all'indietro, mi aggrappo alla porta e cado per terra. Grazie per il pacco, ora eclissati o ti giuro che tiro fuori la doppietta dall'armadio e ti sparo in faccia. E il cuore ha ringraziato per un'ora.
Passa un'oretta, altra bella notizia: la tv in cucina ha cessato le sue funzioni vitali: come il cane dei vicini ma senza pelo, né rilascio degli sfinteri, che sembrano essere assenti nelle tv a tubo catodico. E la mamma se la mattina prima di andare a scuola non ha la tv perde la testa, quindi io e il mio babbone ci avviamo per comprarne una nuova. Fantastico, quale giorno migliore per andarne a comprarne una nuova? Al penultimo giorno del 25% di sconto su un oggetto a caso per i soci Coop, nell'orario di rientro dei fottuti operai. Risultato: due ore per chiedere se quell'LCD della Thomson da 20 pollici era presente in magazzino, per sentirsi dire "si si siamo pieni" e venire illusi circa 20 secondi dopo. Controlla prima, per Dio!
 
Brillante idea si è rivelata anche la seguente, ovvero cena veloce al Burger King. Ma perchè si chiama fast food se ci metti 20 minuti a ordinare? E soprattutto perchè il commesso che conosci da una vita e sai che si chiama Thomas ha un cartellino al petto con il nome ROBERTO? Questo mi porta a diffidare delle amichevoli catene di fast food. E se l'inserviente negro li di fianco non fosse stato negro? Voglio dire, se uno che si chiama Thomas lo chiamano ROBERTO può succedere di tutto. Mi ha impressionato ancora di più il fatto che il niggah si chiamasse LONG. Mio Dio, allora è vero che sono tutti superdotati, e che i bianchi sono lammerda.
 
Ovviamente facciamo gli ingordi e ordiniamo due menu XXL. Io ho la nausea, mio padre ha passato la serata tra il salotto e il bagno. Però mio padre al fast food è uno spettacolo perchè litiga con i bimbi piccoli che urtano la sedia correndo. Questo poi non lo sopportava nemmeno sua madre. Tre ore a dirle "mamma me lo attacchi?" - riferendosi a un giocattolo da montare - e la mamma girandosi ha usato le tenere parole "se non la pianti ti do un cazzotto che TE LO ATTACCO AL CERVELLO". Ovviamente ho riso in faccia alla famiglia. Non mi aspettavo però che la famiglia ridesse del fatto che io ridessi di loro.
 
Sarebbe anche divertente, poi però mi torna in mente che soltanto ieri sera, a casa di Paoly, sono stato ingroppato con tanto di zampe anteriori sulle spalle dal suo cane. E' UN CAZZO DI SAN BERNARDO, cosa minchia tieni quella specie di diplodoco bavoso e peloso in casa? Fa una puzza terrificante, e abbaiava pure mentre tentava di spingermi il suo wurstel di Norimberga nel retto. Roba da matti.
 
Questa vita è un incubo, e ho solo 24 anni.
Se nel 2007 va ancora così, per Natale regalatemi l'eutanasia.
 
10月11日

First Movement of the Odyssey

Ma che freddo fottuto fa? Perchè non riesco a trovare una via di mezzo nemmeno per quanto riguarda la mia tolleranza climatica? Al pomeriggio esco di casa a torso nudo, ora ho 2 felpe, un accappatoio e i calzettoni di lana addosso, non è possibile cazzo. Comunque sia, giusto qualche riga prima di uscire ad effettuare il briefing pre-Londra.
Sto ricominciando a godere delle piccole cosine quotidiane: chiacchiere con amici, cagate viste in televisione e la gara con mia nonna a chi prende prima la posta. Oh, abbiamo entrambi ottimi motivi per arrivare prima, per carità: io ad esempio tendo ad arrivare per primo in modo da nascondere la merce videoludica che mi arriva sotto i vestiti, in modo che i miei non possano dirmi "ancora videogiochi?". Mentre mia nonna ha semplicemente un'innata passione nel farsi i cazzi altrui. E' sempre una lotta senza esclusione di colpi. Io sento prima il motorino della postina, ma lei al piano di sotto è più vicina alla cassetta delle lettere. Compenso il gap grazie ad una maggiore velocità e a qualche trucco subdolo, come citofonarle a vuoto, così lei viene distratta dal malefico apparecchio e io corro vincitore verso il grigio contenitore. Quello che mi fa incazzare è che quando magari non si accorge della postina e prima di tornare in casa mia passo da lei per portarle la posta, lei manco guarda quella che appoggio sul tavolo, ma muove il collo stile Velociraptor per cercare di capire cosa possono contenere le lettere per i miei che tengo in mano: se c'è qualcosa da pagare, se ci sono soldi da incassare, che tipo di persone ci contattano e così via. E poi se dico che è una vecchiaccia pettegola e curiosa si offende pure. Ma questo rapporto di amore e odio durerà sempre, e alla fine va bene così. E una bella sfida.
 
Comunque sia, briefing pre-Londra, si. Manca ancora un po', a dire il vero, visto che partiamo il 27, ma non abbiamo ancora avuto occasione di trovarci tutti e tre insieme, e anche se credo che nemmeno stasera sarà l'occasione buona, ho soldi da riscuotere e decisioni da prendere. Tra l'altro quel batuffolo manesco di Giglio non viene, così è subentrato il buon Nico al suo posto. La triade è completa, e siamo pronti a partire.
 
Ora, poche palle, non stavo mentendo: mi sento davvero meglio. Forse non ci voleva molto, forse volevo credere a qualcosa di impossibile, forse mi sono dimostrato un imbecille per l'ennesima volta, o forse no. Mi faccio troppo seghe mentali, mi è stato detto. Beh, vista la portata dell'evento, la quantità elevata di domande penso che sia normale, comunque sia... è finita. E mi attendono giorni sereni, in un modo o nell'altro. E un weekend che, comunque vada, sarà un successo. Dove ho già sentito queste parole? Lo so bene. E fanno ancora male. Io non dimentico, semplicemente ci passo attorno.
 
La via è lunga, meglio fare qualche altro passo.
10月10日

The Will to Act

E così, dopo il cinquantesimo giorno, trovai il coraggio di alzare la testa.
Un po' me la sono cercata, forse poteva andare in altro modo, ma devo confessare, e in parte mi brucia, che mi è servito. Mi è servito eccome. E' incredibile come in poche ore di riflessioni, di pensieri, di silenzi, di sguardi e di non sguardi si possa arrivare a conoscere meglio se stessi. E non ci voleva neanche troppo, a dire il vero. Come al solito, l'errore è stato mio. Ho difeso e combattuto con le unghie e con i denti un sogno che da tempo si è allontanato da me, dimostrandomi un maledetto idealista. Ma non solo.
Ho capito di essere forte. Ripenso a tutto ciò che mi è successo negli ultimi mesi. Anche nei penultimi, volendo. No, non sono io quello debole. Io sono quello che sarebbe rimasto, sono quello che rimane impassibile di fronte alle difficoltà, perchè sa quello che vuole, perchè crede in ciò che sente, perchè quando afferma, con uno sguardo, che non c'è nulla che possa intimorirlo, che ha voglia di andare avanti, di superare le difficoltà, non sono parole buttate al vento per rendere unico un momento, ma è la voce del cuore, è la mia maledettissima voce.
 
Purtroppo, spesso ho creduto che il mio coraggio, la mia determinazione nel portare avanti rapporti potesse essere una sicurezza. Di sicurezze non ce ne sono, specialmente quando purtroppo mi trovo di fronte a persone che, per quanto apprezzi per ogni aspetto, si rivelano colme di paura, dubbi ed incertezze.
 
Non sto male. E' strana, questa cosa, ma innegabilmente gradita. Forse avevo bisogno di uno shock, ed è arrivato nella maniera meno dolorosa (non riesco ad immaginare come poteva essere quella più dolorosa.. ma è meglio così). Ho voglia di alzare la testa, di dimostrare quanto valgo, di stringere i denti, sorridere e fare un passo in avanti, e poi un altro ancora, lasciandomi alle spalle la tristezza e l'ennesimo capitolo della mia vita che per quanto bello, intenso, definitivo, totale, indimenticabile ora come ora devo considerare nella mente e nel cuore come un fallimento. Ci tornerò sopra con più calma, con il tempo, sorridendo al pensiero di mille momenti stupendi, ma non ora. Salutate Luca, ragazzi, perchè non lo rivedrete per po'. E' tempo che Fox prenda in mano le redini della situazione. E' tempo di smettere di dedicare energie, sangue, sudore e lacrime ad una causa persa. E' tempo di dimostrare, soprattutto a me stesso, che non sono debole come ho pensato per mesi, rendendomi cieco, umiliandomi senza esclusione di colpi in nome di un sentimento a senso unico.
 
Che sia questa "l'aria di cambiamenti" che sentiva Randall Vox? O ci troviamo di fronte ad una seconda pietra miliare? Non ne so dare una definizione, l'importante è che io sia da una parte, e tutto il resto dall'altra.
10月4日

Perfect Lie

Primo sonno e primo cibo dopo 48 ore, finalmente. E il risveglio non è dei migliori, ovviamente. Ho accettato, giorni fa, l'invito di Bia di andare a Castel San Pietro a mangiare birra e salsiccia (un binomio che non si mette in discussione, chi avrebbe mai detto di no?) assieme a due sue colleghi di lavoro di Bologna. Ma si, ho pensato, almeno mi scuoto un pochettino, sono giorni che non esco di casa, che non mangio, che non sorrido nemmeno. Così esco, appunto. "Spero solo, Bia, di non vedere posti che possono farmi male".
Manco a farlo apposta, siamo finiti a fare un bellissimo giro panoramico del quartiere Mazzini, per poi passare inevitabilmente davanti al McDonald's di San Lazzaro e, dulcis in fundo, al Mizuumi Asian Fusion. Sudore improvviso, stretta al cuore. Stringiamo i denti, ci raduniamo con gli altri, e si parte.
Bella serata, sul serio: abbiamo detto cazzate, abbiamo riso, abbiamo mangiato, abbiamo speso forse un po' troppo, ma mi ci voleva, specialmente perchè la bilancia tendeva a segnare 71 negli ultimi giorni, ed erano anni, ripeto ANNI che non leggevo un peso del genere. Poi al ritorno, complice la stanchezza, mentre si continua a ridere in macchina, fitta al cuore e occhi sbarrati, avrei voluto che non se ne accorgesse nessuno, ma Bia mi ha beccato subito, e lo ringrazio perchè mi ha consolato più volte, in serata. I complimenti fatti, di tanto in tanto, dal collega di Bia, ex conoscente della mia ex dolce metà esaltano il mio ego per qualche istante, e mentre penso "wow, sono stato con una che faceva perdere litri di saliva ai maschietti", mi ricordo appunto che sono stato, e non sono più. Comunque, per altre persone questa è forse una caratteristica saliente, per me è il minimo.
 
Ora basta. La mia tristezza è motivo di disagio per altri, quindi renderò questo blog un inno ad un'apparente felicità, che prima o poi conto di veder arrivare sul serio. Semplicemente, leggendo queste pagine non vi renderete conto quando questo stato di "vita infernale" (non è un termine mio) finirà, perchè già dal prossimo intervento farò di tutto per sorridere a trentadue denti. Più di così, non so che fare. Come diceva il signor Freezer? Sembra che l'ignoranza renda felice la gente.
10月2日

Alright, Stop.

Che disdetta, non avevo previsto che sull'ultimo DVD di House M.D. vi erano solo due puntate, così il mio placebo si è esaurito attorno alle 3.15. Incredibile cosa ci si inventa per superare la notte. Camminare attorno alla stanza contando i passi: superati gli 800 ho perso il conto e non me la sono sentita di continuare. Catturare cimici usando custodie per gli occhiali. Non ci avevo mai pensato, è molto meglio della carta igienica. Cercare di svegliare i miei tossendo per finta, magari la mamma mi porta un bicchiere d'acqua e facciamo due chiacchiere. Cercare merda da  guardare in televisione: inutile, sono ancora senza occhiali da vista. Usare cotton-fioc per pulire controller di vecchie console che non tocco da mesi. Pensare a certi errori, pensare ad eventi passati e fantasticare su come si sarebbe potuto agire. Ripensare a chiacchierate con "la grande amica di lei" e insultarla mentalmente con le parole più subdole,perchè ogni volta che ci siamo detti "di questa conversazione non parleremo" io ho sempre rispettato la parola data, lei mai una volta che sia una. Piangere sul letto cercando di sfinirsi. Fissare la finestra mentre arriva l'alba.
 
Ed eccomi qui, una bella giornata. Tradito da House, diciamo: l'ultima puntata ha fatto particolarmente male. Facciamo così, al prossimo aggiornamento riporto due o tre frasi carine che mi hanno gelato il sangue nelle vene. Sembra la mia situazione sputata. Uh, dimenticavo: non c'è situazione. Ora ho le mie immagini, che mi tormentano come se fossero impresse nella retina, ho il mio dolore, ho quello che volevo. Ho avuto una discussione, ho ferito involontariamente, sono sembrato forse insistente, ma credo sia normale, sono situazioni in cui si sono trovati tutti. E tutti vorrebbero essere ascoltati, capiti. Ma quando si passa dall'altra parte, queste storie sono noiose, minano la propria presunta tranquillità.. sentire qualcuno che soffre è talmente triste che si rischia di perdere l'equilibrio che tanto si va cercando, e si impone il silenzio totale, sotto minacce. Vogliamo questo? Ah, io no, di sicuro. VUOI questo. Ok, lo avrai. Dopotutto, le decisioni non sono mai state il mio forte.
 
E ora vediamo come va.
Scusate, ma non mi sento di ringraziare nessuno.

Laws of Attraction

Dunque dunque, eccoci qui. Un scrocchiatina alle nocche prima di iniziare, e siamo pronti. A noi, dunque, ricettacolo di tristezza elettronico.
Ho trascorso 14 ore di seguito guardando puntate di House M.D. (si, il nome originale è più figo), sdraiato sul letto. Gli occhiali da vista sono rotti, l'xbox360 pure, il telecomando dell'altro xbox è in prestito, quindi i miei 1700 euro di televisione mi sono inutili per vedere qualsiasi dvd. per fortuna abbiamo anche un portatile, che appoggiato sullo stomaco compensa il mio deficit oculare e tecnologico. e per fortuna che in windows xp è incluso un programma che nessuno caga di striscio, ma è perfetto per queste situazioni: il magnifier. così, le 14 ore sono volate, diciamo, tra la visione di house e una sbirciatina di tanto in tanto al monitor del pc, posizionato in maniera diametralmente opposta a me.
 
che ho fatto, insomma, tutt'oggi? ho aspettato un segno. tipico dei disperati, niente di nuovo. ho fatto la mia mossa e aspettavo la risposta. è arrivata, si, ovviamente. tragica come me l'aspettavo, bella come la ricordavo. oh si, era da un bel pezzo che non si parlava così tanto, che non ci si "apriva" così, forse troppo, è vero. anzi, decisamente troppo.
 
ma ora ho ciò che, presumibilmente, mi serve. Guardatevi Return of the Jedi. Sapete che dice l'imperatore al povero Lukino mentre gli tira addosso quei deliziosi Sith Lightnings che ti colorano i denti di un gradevole azzurro? Ve lo dico io, bestie: "you'll pay the prize for your lack of vision". in effetti, cercavo una vista, cercavo immagini. volevo conferme di idee buttate a caso, e ora le ho. Eccome se le ho, tanto che ho già preso un moment, perchè queste immagini sono a 1600x1200 nella mia testa a 320x240. Fa un male cane, tra l'altro: lo sapete.. ho un'immaginazione molto fervida, quindi sul mio cervello rendono estremamente bene. Anche sul cuore, a dire la verità. Perchè farmi male? Perchè questo pseudomasochismo?
 
Per disilludermi, per capire che tutto ciò non ha senso. Mi trovo attualmente in una situazione paradossale: sono fonte di una forte attrazione e per questo evitato come la peste bubbonica. Tutto questo può facilmente creare illusioni in un animo sconvolto, perciò ho violentato mentalmente la mia ex dolce metà per costringerla a distruggermi. Ci sono riuscito. Scusa piccina, ci siamo già chiariti e siamo a posto, certo, comunque una scusa in più non basta mai. Bene, fatto.
 
Eccomi qui, dunque. reduce da una di quelle chiacchierate che ti distruggono dentro e fuori. Mi sento la febbre, so già che domani non toccherò cibo e che non chiuderò occhio. questo non sarà un problema fino alle quattro di mattina, perchè avrò le ultime puntate di House M.D. rimaste nel cofanetto, poi... beh, poi ho paura a pensarci.
 
Prima ho pagato il prezzo della mia mancanza di visione (tecnicamente, in italiano fu tradotto come "il prezzo della tua sconsiderata miopia"), ora pago il prezzo per avere un quadro completo di questa visione. Ed è il male minore. E' il male minore perchè ora come ora, dopo aver finalmente capito tutto, dopo aver compreso che la colpa è stata solo ed unicamente mia, odio profondamente me stesso. MI ODIO, COMPLETAMENTE. Non ho fatto apposta, ok, ma l'ho fatto: ho fatto sentire abbandonata quella povera ragazza, ed è l'unica cosa che non avrei mai voluto darle. Ed è la cosa che, ricordandomi, le fa più male. Ennesimo centro per me, dunque... un colpo da vero maestro, questa volta. Ho già pianto, ho già strappato due fazzoletti da naso tirandoli con i denti (la mamma si incazzerà, ma se li nascondo magari non se ne accorge), e non ho vomitato perchè, per l'attesa di oggi, non ho mangiato nulla... e di conseguenza non ho nulla da vomitare. Ma per Dio, mi odio da fare schifo. Ho una persona che mi tiene in forte considerazione, e per questo non vuole vedermi. Vorrei vedere quella persona per chiederle scusa, ma non posso farlo, perchè la rispetto, altrimenti sarei già la davanti, accampato, senza alcun problema. Sto male, malissimo, la testa mi gira e mi sento la febbre. Se non fossi venuto qua a scrivere sarei esploso sul serio.
 
Ma il presente non si cambia, e il passato è il passato. Non mi resta che il futuro. Però una cosa che mi innervosisce c'è, ovvero il fatto che ci sarà sempre qualcuno che appare splendido per qualcosa che non fa, ma perchè profuma semplicemente di nuovo, di "sinless". Qualcuno che può scagliare la prima pietra, qualcuno a cui ci si appoggia per non soffrire. Regolare, certo. Se sapessero quanto mi devono, almeno una birra me la pagherebbero. Ma è sempre così, io sono quello dei momentacci, anche se involontariamente, per me e per gli altri. Non fanno mica apposta, però boh, per le cose importanti, per quanto io sia stato cattivello, per quanto io abbia sbagliato, per quanto posso anche essere detestato, nei momenti profondi e nei pensieri profondi si torna da me, si pensa a me, si piange con me, di me, per me. Per i baci che sanno di rosa, c'è l'affascinante sconosciuto. Per quelli che sanno di intubazione post-anestesia totale, io.
 
E' la storia della mia vita.
Quanto manca al 2007?