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    4월 27일

    And I Still Learn

    Nonostante non abbia più la costanza di un tempo per quanto concerne l'aggiornamento di questo mio diario telematico, ci sono certe notti in cui il desiderio, il bisogno di scrivere è davvero impellente, altrimenti si rischia il collasso emotivo.
    Sono dannatamente felice, arrivo dal weekend più lungo (o più corto, come diciamo ogni volta che guardiamo l'orologio e fissiamo attoniti come le lancette ci siano nemiche) che la mia mente ricordi, in compagnia della mia dolce metà. Ci siamo nutriti di pane e baci, come siamo soliti dire (ma anche di pizza e formaggini assortiti, l'amore non preserva le funzionalità biologiche, purtroppo), ci siamo persi negli occhi l'uno dell'altra per minuti interminabili, ci siamo rotolati nelle coperte ridendo come pazzi, e continuando a guardarci sorridendo, abbiamo persino "provato" a guardare un film insieme, e abbiamo sentito un magnetismo incredibile che ci porta a vederci praticamente ogni giorno. E' un sogno ad occhi aperti, è la realtà migliore che potessi desiderare. E che ho, anzi, che abbiamo  trovato all'improvviso.
     
    Questa sera sono uscito, rimanendo fuori molto più del previsto, il solito mercoledi pre-estivo ferrarese in piazza. Il primo giorno senza di lei, dopo una serie di serate in cui ci siamo entrambi stupiti di risultare estramente mielosi. Ma cavolo, è dannatamente bello. Un po' di dispiacere da ambo le parti, verso sera abbiamo fatto un briefing dei prossimi giorni e sembrava impossibile vedersi prima di domenica, mentre invece magicamente sappiamo già che ci vedremo domani sera, in compagnia di foto stampate su carta luccicante e piante di basilico dalle foglie giganti! Wow!
     
    Poi torno a casa, e come di consueto come prima cosa leggo le sue parole, trattenendo a fatica le lacrime, unicamente per non svegliare i miei che dormono troppo vicini a me per permettermi di  lasciare fuoriuscire liberamente le mie emozioni. Lacrime calde, di gioia e commozione. Mi hai aperto il cuore, ancora una volta, come solo tu sei in grado di fare. E sono passati solo dieci giorni. Ti amo anche io, e già lo sai. Sorrido, ci si vede domani sera, e gli occhi già mi brillano al pensiero di tutto ciò che riuscirò a leggere nei tuoi.
     
    Al diavolo la tristezza, al diavolo il dolore che ho affrontato per troppo tempo, al diavolo pure il dolore che ho procurato. Sono ripartito da zero, puro, cristallino, adamantino. E' vero, ho imparato tante, tante cose. Questi insegnamenti mi stanno aiutando a dare a colei che ho al mio fianco il meglio di me, e spero di poter sempre offrire di più alla persona che mi ha fatto toccare il cielo con un dito mentre mi ero autocondannato ad un'eterna condizione di solitudine sentimentale. Grazie. Continuerò a ripeterlo, lo sai. Lo meriti.
     
    "Ho bisogno di te"
    "E io di te"
    4월 21일

    Dreams Come True

    Guardate un po' chi torna all'ovile. Impressionante, nevvero? Cos'è, quasi un mese? Già... un lasso di tempo apparentemente breve, in cui è successo di tutto. Potrei parlare di ubriacature infinite, oppure di schiamazzi notturni, di uscite in discoteca, di cene a casa del Puro, e tanto altro. La prima parte di questo mese di assenza, in effetti, si è svolta così.
    Poi si torna, la notte, e si fanno le solite cose. Una volta accesa la tv, più come sottofondo che per interesse, si comincia a guardare i soliti siti internet. Posta di qua, posta di la, e l'interesse per ciò che vedo in una pagina tutta rosa sale. Sale vertiginosamente, giorno dopo giorno. Commenti lasciati, risposte lasciate. Situazione di stallo.
    E alla fine si comincia a parlare seriamente. Sempre di più, sempre più spesso, con maggiore confidenza, man mano che passano i giorni. E' il momento, per me, di confessare le mie debolezze, di confessare le mie emozioni, di confessare l'eterno bisogno di conoscere sempre di più la persona con cui sto parlando, la persona di cui vorrei sempre leggere parole su parole. Un sospirone prima del salto nel vuoto. In tutta onestà, mi aspettavo un atterraggio su un freddo pavimento di cemento grezzo, invece mi è andata decisamente bene.
     
    Rimangono ansie e paure, ora. Fox e Luca. Due persone che potrebbero essere completamente diverse, e che forse lo sono davvero. Cosa fare?  Si rimane nell'anonimato, protetti da questo freddo tubo catodico da 19 pollici? (cit.). O si tira fuori coraggio ed energia e si va allo scoperto? E' la cosa migliore da fare, e questo succede, venerdi scorso, a Bologna. Dopo una caccia all'uomo, o meglio alla donna, durata più di tre ore, in cui ci saremo incrociati minimo trentasette volte senza riconoscerci, avviene il miracolo, pilotato da una richiesta di incontro via sms, per sfinimento.
    E' bastato un secondo per giustificare quell'attesa piena di ansia, di paure, e chissà che altro. Un solo, minuscolo, secondo per sentirmi felice come da tempo non ero forse come non mai, per sentire un calore nuovo e piacevole, che avevo già intuito da tempo che sarebbe stato un sogno meraviglioso poter abbracciare, e donare il mio calore a mia volta.
    Così inizia la favola. La favola tanto sognata, tanto agognata,  sulla quale non avrei scommesso nemmeno per un istante. Ma che in un istante mi ha folgorato. Mi sento maledettamente felice, come  un ragazzino quindicenne  innamorato, che si perde per minuti, forse ore a giudicare dallo stupore di entrambi quando si riguarda l'orologio, guardandola negli occhi o tenendola per mano. Come un ragazzino che sente brividi e batticuore ogni volta che sa che sta per rivederla, o che sta andando da lei, quando sa che passeranno molto tempo insieme, quando sa che sarà impossibile staccarli finchè entrambi non faranno un sospirone, e si diranno che è solo un'attesa fino al prossimo incontro. E' impossibile ormai pensarla o guardarla senza sorridere, perchè lei è la mia gioia, la mia felicità, e spero di poter sempre essere lo stesso anche per lei. E' tutto così maledettamente bello, armonioso, romantico, chimico, perfetto, che a volte ho paura davvero di svegliarmi nel cuore della notte madido di sudore, e di accorgermi di aver solo fatto un magnifico sogno. Ma augurandole poi il buongiorno ogni mattina e ricevendo una risposta, sorrido, mi tranquillizzo e mi rendo conto che sogno e realtà sono diventati una cosa sola. Immensa, unica, nostra.
    Grazie...
     
    "I don't know what more to ask for"
     
    Non avevo citazioni da film. Ma questa è perfetta.