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日志


9月28日

Devoted

Il titolo potrebbe essere una canzone dei Lacuna Coil.
Beh, in effetti lo è. Questa storia di scrivere il titolo come ultima cosa mi fa sempre venire dei dubbi sulla qualità di cio' che scrivo.
 
Giulia prima mi ha mandato le foto della sua ultima opera d'arte ai fornelli: biscotti simil-danesi, di quelli che sei sempre felice di trovare dentro quelle belle scatole blu di ferro con delle foto di casine immerse nella natura, e quella scritta "danish butter cookies" che ti fa ingrassare solo a leggerla. mah, io sono stato onesto. a me sembrano budelle, da vedere. così per tutta risposta mi sono beccato le parole "sei perverso."
 
Come pronosticato, la voglia di mucca oggi si è affievolita, anche se non nego che Google immagini mi allieta con foto sempre nuove di bovini dall'espressione mansueta, che non fanno altro che confermarmi che la mucca è l'animale da compagnia perfetto. il fatto è che mi è venuta in mente, parlando di animali da compagnia, la triste storia narratami poco tempo fa dal mio babbo (della serie "il lavoro nei campi è noioso, lo so figlio mio, adesso ti racconto una cagata così ti diverti assieme a quell'imbecille di tuo cugino"). nonostante la dicitura "cagata" che ho appena usato, però, tendo a sottolineare che tale storia è completamente vera.
 
Un tizio del mio paese, qualche anno fa, aveva comprato un maiale. Per cosa si comprano i maiali? Per mangiarli. Questo si era comprato un singolo suino appena nato e ha deciso di allevarlo personalmente fino al momento dell'uccisione per nutrirsene. Fatto sta che nonostante i commenti di Jules Winnfield in Pulp Fiction riguardo i setolosi mammiferi ungulati rosa, commenti che ne annientano spirito ed abilità, c'è da dire che i maiali sono animali molto intelligenti e che imparano in fretta. Certo, non possiamo aspettarci di trovarli sul vocabolario alla voce "igiene", ma questo è un altro discorso.
 
Questo maialino, infatti, seguiva il suo padrone ovunque nel lavoro dei campi e si faceva coccolare, in più agiva proprio come un cane, riportando oggetti e così via, obbedendo persino ad ordini. Sembra quasi la storia di Babe, ma cazzo, non lo è. Il suino diventa grande, immenso, un bel porcellone, e nonostante la sua devozione ed ubbidienza nei confronti del suo padrone, arriva il giorno di ucciderlo per mangiarlo. Così l'uomo chiama "il tizio che ammazza i maiali" e quando arriva, chiama l'animale e gli dice "dai, stenditi per terra che ti dobbiamo ammazzare". La povera bestia si stende per terra a pancia in su e sta buono, ignaro di cosa gli stesse per capitare. Il "tizio che ammazza i maiali", impietrito, si rifiuta di uccidere una bestiola del genere e se ne va. Così il maiale è rimasto vivo.
 
Per circa due minuti, perchè dopo ci ha pensato il padrone stesso a sgozzarlo.
A me sta cosa fa riflettere, fa star male ma mi diverte anche un pochino. Perchè?
 
Dovrei imparare qualcosa da tutto questo? La devozione è inutile? Vado a mangiare un hamburger.
 
 
 
EDIT:
Visto che la Giulia mi sembra un po' troppo sborona, e che continua a mandarmi altre foto di biscotti nel tentativo di farli sembrare più invitanti, posto la foto delle budelle danesi che mi ha mandato originariamente un'ora fa. ditemi voi se una cosa del genere ispira appetito.
 
9月27日

Mooow!

Chissà quante mucche ha ucciso la mia incantatrice in tre anni di clanwar su Diablo II - Lord of Destruction, con l'aiuto di barbari, paladini, amazzoni, negromanti, druidi e assassine. Ne segavamo via decine alla volta, preoccupandoci solamente di depredare i loro cadaveri alla ricerca di armi o corazze di valore. Povere mucche. Stamattina con il babbo sono passato in un allevamento di mucche dall'altra parte del mio paese. Mi sa che non avevo mai visto le mucche da vicino, sono troppo... troppo belle. Come siamo entrati nel capannone-stalla, della fila di testone nere e bianche che brucavano il fieno spuntando dal recinto, la metà si sono fermate per guardarci, bloccate, incuriosite. Alcune avevano addirittura smesso di masticare, e avevano questi occhioni buffi, completamente neri che ci squadravano dalla testa ai piedi. Altre ci guardavano roteando la mandibola, facendo cadere fieno da quella bocca enorme. Un'altra, la prima della fila, ogni tanto aveva paura che la testa le rimanesse incastrata nel recinto e faceva uno scatto all'indietro tutta impaurita. Goffaggine divertente o encefalopatia spongiforme? Credo che non lo saprò mai, il fatto è che...
 
Voglio una mucca.
Dai, sono dei cuccioloni di svariati quintali ricoperti da uno stratino pelosino morbidoso e divertente, con quelle macchie, e quel musino che esprime tenerezza, con espressioni dettate da un cervello grande come un mio mignolo. In pratica nelle mucche ho visto dei bimbi quadrupedi grandi come un furgoncino. E l'odore del letame, inspiegabilmente, a me piace. Dopo averle viste pisciare e cagare, poi, nulla può farti schifo al mondo, visto che l'idropulitrice che usiamo per lavare la macchina butta fuori liquidi con minor pressione, molto probabilmente. Le ho pure sentite muggire, sono gli animali più belli del mondo. Poi sapere che quel vagone di carne, pelo e ossa è erbivoro mi fa dolcezza. Potrei corrergli nudo davanti cosparso di salsa barbecue, senza correre il rischio di farmi mordere. Magari leccare si, però. Almeno non avrei più problemi nel darmi il gel.
 
Ed eccomi qui, seduto al computer, con una strana "voglia di mucca" che probabilmente mi passerà entro sera, facendo nuovamente spazio alle mie tristezze eterne e noiosissime. Forse dovrei vedere le mucche ogni mattina, sono come "popcorn per l'anima" (cit.)
Madonna, certo che in questi giorni sono proprio confuso.
 
 
9月25日

Deadly

Appena sceso dalla macchina, avevo le orecchie come foderate di cotone. Una sensazione durata solo pochi attimi, giusto il tempo di rendermi conto dell'accaduto, non mi ero accorto nemmeno dell'abrasione sul braccio dovuta all'airbag, che cominciò a bruciare poco dopo. Per settimane ho rivissuto l'urto non appena chiudevo gli occhi, per settimane ho avuto momenti in cui lo sguardo mi si bloccava, pensando a quel momento, e mi sembrava quasi di sentire il rumore dell'impatto. Poi con calma è sparito, fino ad oggi. Stavo andando con Giglio a Bologna, la strada è bloccata.. le prime goccine di pioggia portano sempre incidenti nelle strade di campagna piene di curve, e questa è famigerata. Davanti a noi lampeggianti azzurri e una coda di automezzi assortiti. Mentre scendiamo dalla macchina per vedere cos'è successo, l'elicottero del pronto soccorso ci passa sopra la testa, per atterrare poco più in la. Proseguiamo, sento freddo, disagio e una stretta al cuore. Mi affretto, lascio Giglio più indietro, finchè non vedo una macchina di piccole dimensioni. O meglio, una volta doveva esserlo. Ora mi trovavo di fronte ad una massa di metallo contorta, irriconoscibile. Non sappiamo bene cosa fosse successo, ma tale macchina deve aver sbandato per la pioggia, finendo nell'altra corsia. Roba da ridere, se non ci fosse stato un camion esageratamente grande. La macchina si è infilata sotto, piegandosi e aprendosi come una lattina nelle mani di un buzzurro da telefilm americano. Una scena terrificante, non mi sentivo più le gambe, e cominciava a piovere di nuovo. Il proprietario della macchina era morto, ma da un impatto del genere, purtroppo, non ci si sarebbe aspettato nient'altro. Rimasto senza fiato, abbiamo preso una deviazione un po' lunghetta e abbiamo proseguito per Bologna. Non mi sono ancora levato di dosso quelle immagini, non riesco a mangiare, la sensazione di essere palesemente sotto shock è tornata. Vale e io siamo stati dannatamente fortunati, quel giorno. Forse sarebbe bastato un secondo in più o in meno per far si che le cose andassero molto, molto peggio. Certo, anche molto, molto meglio, ma è difficile pensare a qualcosa di positivo dopo uno spettacolo del genere. Fatto sta che ora sono qui, ora SIAMO qui. Distanti, tutto è cambiato, forse qualcosa no. Sento freddo e disagio, in questi giorni. Mi sento triste, debole, ho provato l'ansia da abbandono ed è una cosa che non auguro a nessuno. Roba che fa male, ma come ho già detto mille volte, "se fa male, significa che sono ancora vivo". Ho voglia di tirare un sospiro di sollievo. E di abbracciarla forte. Siamo sopravvissuti.
9月24日

One Step Forward Making Two Steps Back

L'agente Smith diceva che doveva andarsene da Matrix. Doveva andarsene, fuggire dal sistema. Da qualche giorno mi sento come l'agente Smith. Questo mondo mi va stretto. Sento il peso del passato e del presente schiacciarmi in maniera sempre più violenta. E' strano, perchè fino ad una decina di giorni fa mi sarei sentito come Luke Skywalker che rocambolescamente riesce a disattivare in maniera insperata i tritarifiuti del livello di detenzione della Morte Nera. (oh my.. Death Star suona molto meglio).
Comunque sia, è così. Inutile fingere. Venerdi sera mi sono preso una balla da alcool tremenda. Otto birre a stomaco vuoto, maledizione, ho vomitato pure il DNA, ormai il lavandino del bagno mi somiglia. Ero tutto contento, brindavo con David e con personaggi sconosciuti in onore della vacanza ad Amsterdam organizzata per capodanno. Tutto apparentemente stupendo, ma sapevo perchè stavo bevendo tanto, ovviamente il tutto mascherato dietro a un gran bel sorriso da idiota. Di quelli che piacciono tanto ai miei amici. Oh, già. A proposito, grazie. All'Olga che mi ha assistito dalla prima all'ultima goccia di vomito (di quello al bar, almeno), mentre farneticavo le solite chiacchiere malinconiche fino allo sfinimento. Grazie a Bia che è arrivato e si è interessato al caso. Grazie al Biondo e al Puro che mi hanno portato a casa. Grazie a Giglio e a David che hanno vomitato pure loro, Giglio imbrattando la porta del bagno inaspettatamente chiusa. Almeno mi sono sentito meno solo. Grazie alla mia mamma, che entrando di notte in camera mia mentre cercavo di togliermi i pantaloni ed avevo ancora le scarpe, mi ha chiesto solamente "sei ubriaco?" e le ho risposto "completamente." dopodichè ha richiuso la porta. Grazie al mio babbo che mi ha preso per il culo dicendo che non ho la stoffa del bevitore solamente per mezza giornata. Un record. Il giorno dopo è stato un inferno. L'unico momento piacevole è stata la doccia bollente. Ma siccome Dio è simpatico, mentre mi strofinavo i capelli eccessivamente lunghi, il mio nasino avverte che una cimice stava riposando proprio dentro quell'asciugamano. Sono seguite altre 4 docce per togliermi di dosso quello schifo.
 
Non mi sono ancora ripreso, ma quella è solo una piccola parte. Ora ho 38.5 di febbre, provata proprio adesso. Non prendero' tachipirina, non faro' niente. Passerà da sola, come al solito. Sono maledetti effetti psicosomatici destinati ad affievolirsi e a svanire fino alla prossima crisi, che arriverà puntuale. Sto guardando il Padrino parte II, e pigramente continuo a scrivere, per farmi passare la sgradevole sensazione di freddo. Non ho fretta, nessuno mi corre dietro, e sento che il tempo non trascorrerà mai abbastanza velocemente per togliermi questa cappa di tristezza addosso che forse, alla fine, non ho nemmeno voglia di abbandonare, perchè mi sembra quasi di tradire me stesso, di impormi qualcosa che non voglio. Ed è una cosa che ho già fatto troppe volte.
 
Sono andato all'Ikea, ieri. Che pacchissimo. Fare quel tratto di autostrada mi deprime da fare schifo. La prossima volta faccio il giro largo, magari passo per la Liguria. Poi quando arrivo la: sorpresa! L'unico mobile che mi serviva era l'unico esaurito. Aneboda, si chiama. Un'utile cassettiera sponsorizzata dalla mamma, a cui serve la mia cassapanca. Mi va alla grande, almeno so dove riporre console assortite, chilometri di cavetteria e quel bestione del controller di Steel Battalion che ormai vive nel baule della Polo perchè in camera mia non ci sta. Roba da matti. Mi hanno pure posticipato il cofanetto della terza stagione di Nip/Tuck. Ma mica di una settimana... al 22 novembre. Perchè l'Italia deve essere sempre il terzo mondo per quanto riguarda i DVD? Forse è meglio così, le ultime puntate mi porterebbero ricordi di questo aprile difficili da affrontare, e sembra che i ricordi in questo periodo prendano il numeretto come al banco macelleria dell'ipercoop per bussare al mio cervello.
 
cosa devo fare?
a parte piangere, ovviamente. ma per quello mi sono già portato avanti.
bene, l'ennesima caduta. rialziamoci, e prepariamoci a quelle che verranno.
reality hurts but that's what life is? era così?
 
 
9月19日

Leaves Leave

Non avevo un vero desiderio di aggiornare il blog, di conseguenza non so spiegarmi il motivo per cui mi ritrovo qui a scrivere. Ma visto che ci sono, lo farò nel migliore dei modi. Le foglie cadono, come dice il titolo. L'autunno è alle porte, l'autunno vero, non quello che arriva dalle idee di un bambino. Il pioppeto si sta spogliando piano piano, le foglie secche ricoprono l'erba creando uno strato crocchiante sul quale camminare, ricordandosi di come mesi prima si stava bene all'ombra. "Si sta bene qui. Si sta bene con te". Già. Ormai dovrei usare l'imperfetto, ed è un tempo che fa ancora male. Aspettiamo il passato remoto, forse le cose cambieranno. C'è però una novità: comincio a vedere lati positivi, che finora mi erano preclusi a causa dell'illusione. Libertà di scelta, nessun vincolo, nessun bisogno di correre, e soprattutto, piano piano, il rotolare del dado che rappresento fugge dalla morsa mortale ed involontaria delle sue mani, che nonostante le mille spiegazioni hanno sempre deciso per me. Se continuare, se finire. Se sentirci, se non sentirci, e come. Già. E comincio a capire che qualcosa non andava per davvero, ho finalmente capito cosa ci ha resi tanto diversi, non vi è una definizione, ma è ben facile da spiegare a parole.
 
L'illusione che finisce, la realtà che bussa alla mia porta. Non è così male, alla fine. Ma anche l'illusione non era male, per quanto dolorosa. Dopotutto, l'illusione è un effetto necessario delle passioni, la cui forza si misura quasi sempre dal grado di cecità in cui ci gettano. Proprio belle parole.. ma manca qualcosa. Vediamo... oh già: cit. ... tra parentesi, magari.
9月14日

Highway to Her

Peccherò di modestia, ma è a mio parere è un gioco di parole davvero bello. Oggi a mezzogiorno il papone sta strappando una busta appena arrivata. La bolletta del Telepass, se così possiamo chiamarla. Che invenzione, il Telepass. Eviti code e se i tuoi te lo lasciano in macchina puoi far piccoli viaggi in autostrada senza che loro se ne accorgano. 
Piccoli viaggi, appunto.
Si sconsiglia invece di usarlo per circa un mesetto per fare la stessa tratta di autostrada una sera si e l'altra no. Tra l'altro, il tabulato non mente: Altedo - Bologna Arcoveggio e viceversa. Bene, mi hanno beccato dunque, i miei innumerevoli viaggi pagati da altre persone non sono passati inosservati, quindi ora dovrò risarcire di una cinquantina d'euro le tasche paterne. E' il minimo. Mi ricordo praticamente ogni viaggio fatto, per quanto possano risultare uguali. E ricordo cosa succedeva, ricordo l'ansia, ricordo la voglia, ricordo il sorriso nel ritorno a casa la notte, ricordo il freddo, ricordo il caldo. Ricordo tutto.
E tutto ciò va in contrasto con il mio stato d'animo di oggi. Quale? Vi rispondo semplicemente E4M2. Arrivateci voi.
9月13日

In Visible Light

How can time still drain
every little beat of my heart?
In my time of need
I want to destroy anything you are

In visible light
I can't deny I'm afraid of you
Grief is the light
I'm not afraid to deny

What have you ever denied?
Because your just the one that had it all
While I'm just the dice in your hands
and no, it's not easy

In visible light
I can't deny I'm afraid of you
Grief is the light
I'm not afraid to deny

Will I suffer in vain?
You're feeding all my fears
I cannot escape
You're here in my head

In visible light light
I can't deny I'm afraid of you
In visible light
I'm not afraid to deny
 
E' decisamente la canzone del momento. Oltre ad ascoltarla in ogni momento libero della giornata, la penso e la canticchio a voce bassissima quando sono lontano da una sorgente sonora.E' bella, eh... come praticamente tutte le tracce del solito "album della mia estate", recuperato rocambolescamente dal rottame della mia ex autovettura. E ora eccomi qui, a ritrovarmi in certe parole, e a commuovermi per certi suoni. Oh, tra l'altro oggi è il compleanno di mio padre nonchè anniversario di matrimonio dei miei genitori. Ben 25 anni.. quest'anno avrebbero voluto andare a festeggiare da qualche parte, ma causa chemio e radioterapia non potranno muoversi per un bel po'. Uhm, tutto ciò mi rende un pelino triste, tuttavia ultimamente di cose per cui essere contento ne ho abbastanza. Quindi facciamo così: non rido e non piango: resto semplicemente serio. E vado a lavarmi, che sono un'antologia di aromi campestri, dopo le solite otto ore di lavoro che purtroppo o per fortuna finiranno all'incirca a metà della prossima settimana.
9月12日

Growing Pains

Poco fa ero sotto la doccia a godere del lieve bruciore provocato dall'acqua bollente sui tagli e i graffi che ho sulle braccia. Infiniti tagli, punture, graffi e graffietti di ogni dimensione, provocati come ogni anno in questo periodo dal contatto violento e intensivo con le piante di pero, famose per i loro rami contorti e i loro germogli legnosi appuntiti. Una goduria, insomma. Discorso su cui giro attorno da un po' di tempo: chiamo in causa eroi di fumetti, magari di quelli giapponesi, quelli dove si combatte spesso. Gli eroi di queste storie vengono continuamente sbudellati da colpi esplosivi, proiettili, spadate che in altre vignette dividono in due interi edifici, e cose così. Dopo ogni battaglia, però, il loro corpo viene rigenerato completamente semplicemente grazie a un cambio di scena, ma vi sono le dovute eccezioni. Prendiamo One Piece, per esempio. Il protagonista, Monkey D. Luffy, supera combattimenti di ogni genere: viene attraversato da uncini enormi, trapassato da dita allenate, affettato da lame e chiodi di qualsiasi genere, ustionato da fulmini evocati contro di lui, ma l'unica cicatrice che riporta addosso è quella che si fece da bambino pugnalandosi una guancia, poco sotto l'occhio sinistro, per dimostrare il suo coraggio. Roronoa Zoro, compagno di questo individuo di cui sopra, spadaccino, è stato probabilmente sbudellato e trivellato il triplo di Luffy, ma l'unica cicatrice riportata è quella inflitta da Juraquille Mihawk, il suo rivale, lo spadaccino più forte del mondo. Passando a Dragon Ball, l'unica cicatrice che riporta il corpo di Tenshinhan è quella fatta dal suo maestro con un coltello innestato al posto del braccio, per il resto, il bel ragazzone ha un corpo perfetto e vigoroso.
 
Ora, io non sono un eroe, non so usare le spade e non ho nemmeno un corpo di gomma o un terzo occhio per anticipare le mosse di improbabili avversari, ma guardo il mio corpo, e conto le cicatrici. In primis quella sotto all'occhio, che ricorda la paura più grande della mia infanzia: un bimbo all'asilo mi tirò un banco in faccia (omfg) centrandomi con lo spigolo proprio dove ho detto. Mi da fastidio il solo pensiero. Poi ho la pelle rovinata nel ginocchio sinistro, retaggio della mia prima grande avventura in bicicletta su una via diversa dalla mia: un nuovo mondo, insomma, tremendamente eccitante, finchè distraendomi guardando le macchine non ho perso l'equilibrio per colpa di un sasso vistoso.  In tempi MOLTO più recenti, mi ritrovo graffietti dietro al collo, unghie umane et femminili dovute ad un litigio indecoroso di qualche anno fa. Si vedono più che altro quando sono abbronzato. Poi, l'ultimo segno risale a pochi mesi fa, nel giorno dell'incidente, dovuto all'esplosione dell'airbag sul braccio destro. Un segno che vedi solo se lo vai a cercare, niente di preoccupante o antiestetico, ma c'è. E ogni volta che guardo o sfioro questi punti, una caterva di immagini mi attraversa la testa, facendo piuttosto male.
 
Sono questi i dolori della crescita?
9月10日

Saturday Night Liver

O meglio, il fegato del sabato sera. Sono sveglio da un'oretta, ho avuto una notte piena di incubi all'ennesima potenza. Ma credo che fossero dovuti al freddo misto allo stato di ebbrezza. Alle due ero sulla strada del letto, ma come succede ogni volta che andiamo in cena in massa dalla Rossella Cordella (si, ammetto che all'anagrafe i suoi avrebbero potuto essere più buoni), il risultato è sempre lo stesso: stomaco pieno, testa leggera, alito capace di stendere Fufi (prrrgnaaaai!)
Ringrazio tutti per avermi fatto divertire, ringrazio mio cugino per avermi fatto assistere alla risata post-barzelletta più lunga della storia dell'uomo, con tanto di lacrime e gente che lo fotografava in massa, mentre lui sembrava avere le convulsioni. Ringrazio Bia per aver raccontato la barzelletta-causa scatenante e per aver fatto l'asino assieme a me con foto e sguardi improponibili (ma anche epici, per carità) per tutta la sera. Ringrazio i miei testicoli perchè fanno ridere le persone. Ringrazio il Biondo e Giglio perchè verranno con me a Londra, e fanculo indecisioni. Ringrazio Gaga perchè senza la sua carta di credito ero ancora qui a farmi delle pugnette con postepay. ringrazio i tassi, i funghi e LA BISCIA di www.badgerbadgerbadger.com, perchè ogni tanto a cena saltava fuori il balletto, con tanto di foto e di Giulia o David che sbucano fuori dai cespugli. Ringrazio il freddo per tutte le volte che mi ha fatto andare in bagno stamattina. Ringrazio me stesso perchè ogni tanto trova la forza di non piangersi addosso per cause perse e perchè si ricorda, anche se poche volte, di pensare prima per se anzichè preoccuparsi di come sta andando la vita degli altri, unicamente perchè non ha più sotto agli occhi la situazione. Ringrazio anche i tappini dell'acqua Lynx perchè sono carini da tenere negli occhi finchè qualcuno non ti da dei coppini che li proiettano sul tavolo. Ringrazio anche le donne presenti a cena perchè la mia apparente aria da innocuo mi permette di arrivare dove gli altri prenderebbero un ceffone qualche metro prima. Vi voglio bene. E voglio bene anche a me stesso. Almeno oggi. Domani, si ricomincia la mia guerra impossibile contro il mondo.
 
Non voglio qualcosa che mi piace. Voglio qualcosa che voglio.
9月9日

Kingdom Hospital

No, niente a che vedere con quella merda prodotta da Lars Von Trier.
Non ne posso più. E' dall'inizio dell'anno che sono continuamente dentro e fuori da ogni sorta di struttura ospedaliera tra Veneto ed Emilia Romagna. Trovo l'odore disgustoso, l'ambiente deprimente, e certi ricordi pesano come un'incudine sui coglioni, che poteva cadere tempo prima e rendermi sterile. Questo è niente, finita la chemioterapia, e mancano ancora quattro sedute, vi saranno 31 giorni di radioterapia, e sarò probabilmente presente ogni giorno. Oggi mia madre ha vomitato per parecchie ore, per poi riprenderesi in serata. E io che faccio? E io che dovrei fare? Sono più preoccupato e shockato io di lei, il solito bell'esempio. E c'è da dire che sto mascherando benissimo il mio attuale stato d'animo, che rasenta livelli sotterranei ormai, per vari motivi.
Ho una rabbia dentro che prima o poi uscirà travolgendo tutto ciò che amo. Molta gente si è confidata con me, in passato, e continua a farlo tutt'ora. A volte ispiro fiducia, altre volte viene proprio naturale farlo, a volte si pensa che la morale mi impedisca di riferire certe cose. O di usarle come arma. Non voglio ferire le altre persone, ma al contempo la possibilità di ammutolire e vedere umiliati ai miei piedi praticamente tutti gli esseri viventi che possono intavolare una discussione con me è un pensiero molto gratificante. Vediamo quanto riesco a resistere.
E poi cosa succederà? L'affetto, il rispetto e l'amicizia mi hanno reso innocuo sin troppe volte in passato. Ho voglia di vendetta. O forse solamente di un po' di pace.
9月5日

Evil Reborn

Mia madre sembra una deportata, non esco dalla mia camera perchè vederla mi blocca sul posto e mi ammutolisce. Ho un'asma schifosa che non mi permette di respirare, oggi sono stato da culo, sotto quei maledetti 35 gradi umidissimi in campagna, in compagnia di mio nonno che come al solito non spiccica una parola manco sotto minaccia. E come se non bastasse, pensieri, invidie e gelosie mi pervadono completamente, senza tregua e senza sosta. Pensavo di essere in pace con il mondo, invece oggi mi sento in guerra contro chiunque respiri ossigeno. Ho voglia di cattiveria, di dire cose che provocano dolore, di ridere di gusto pensando a sfighe altrui. Ho voglia di prendere in giro il creato, ho voglia che la gente condivida il mio stato d'animo all'improvviso, e si senta spaesata e impaurita come me, senza via di scampo, sapendo che non si torna indietro, che le scelte fatte e soprattutto subite ti condanneranno a sofferenze più o meno grandi senza chances di modificare qualcosa. Senza speranza, senza salvezza. Ho voglia di far soffrire.

Di giorno, questo è il mio mondo.
Di notte, questo mondo è mio.
9月3日

Blonde with Blue Eyes

Giorni anomali. Giro per casa, trovo capelli attaccati ai calzini, sul tavolo, tra le coperte, nel lavandino. Capelli biondi e lunghi, ovunque. Rendendosi conto di quanto la cosa stesse diventando poco igienica, la mamma ha deciso di tagliarsi i capelli. Non avevo il coraggio di uscire dalla mia camera, me ne stavo incollato alla tv giocando a Ninety Nine Nights a tutto volume, per far finta di ignorare mio padre mentre lasciava non più di 4 centimentri di chioma sulla testa della sua adorata moglie. Ridevano entrambi, ma non la stavo prendendo bene.
Non era poi così male, sembrava un incrocio tra Annie Lennox tra qualche anno e la tradizionale mamma con i capelli raccolti. Ma ieri si è accort che anche con questo nuovo taglio la situazione non migliora, e continua a disseminare filini dorati ovunque, quindi so già che nelle prossime ore mi troverò una specie di Ellen Ripley con il taglio da Alien 3 girare per casa, mentre io guardandola dovrò mascherare la sudorazione fredda e il senso di disagio.
Ma ha comprato una parrucca. Molto, molto bella. Estremamente realistica. Forse solo io e mio padre, non sapendolo, saremmo in grado di scorgere la differenza, fatti sta che anche guardandola con quella folta chioma, so bene che non è quella dove da piccolo infilavo le mani e mi addormentavo appoggiando la testa sulle sue spalle. E oh, lei è tranquillissima. Non devo metterla a disagio proprio IO, che diamine.
In più, ci sono altre due o tre cose, che purtroppo nei rari momenti di calma tornano a farsi sentire. Ma ora come ora, mi sembra davvero superfluo parlarne.
Meglio uscire, Nico, Giulia e relativi cugini mi attendono, poi un gelato con Giglio e chi c'è, e stasera voglio organizzare una miniadunata per vedere la stagione 2 di Dr. House. Bentornato, doc. Ma che cazzo.